Calano i trattamenti alle viti ma il Prosecco resta di qualità

VALDOBBIADENE. Meno pesticidi, meno impatto ambientale, più qualità. Il Prosecco del futuro è sempre più verde. Parola di Innocente Nardi, presidente del Consorzio Tutela del Prosecco Superiore di...
- A destra Innocente Nardi, nuovo presidente del consorzio al posto di Franco Adami
- A destra Innocente Nardi, nuovo presidente del consorzio al posto di Franco Adami

VALDOBBIADENE. Meno pesticidi, meno impatto ambientale, più qualità. Il Prosecco del futuro è sempre più verde. Parola di Innocente Nardi, presidente del Consorzio Tutela del Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene. A un anno dall’approvazione del protocollo viticolo per le colline Docg, il bilancio è positivo. «Con il Protocollo Viticolo, il Consorzio di Tutela desidera anzitutto proteggere il delicato ecosistema delle colline del Prosecco Superiore» afferma Innocente Nardi «Vogliamo inoltre rispondere alla richiesta di sicurezza dei cittadini. In questo senso tutto il territorio si sta muovendo in modo coordinato, come dimostra anche l’iniziativa dell’Usl 7, che consiste nella prima concreta indagine per verificare i possibili effetti sull’organismo umano derivanti dal Mancozeb, prodotto ancora molto utilizzato ma bandito dal nostro Protocollo Viticolo per la sua tossicità». Il Mancozeb, fungicida ad alta tossicità, si trova in moltissimi prodotti che i consorzi commercializzano in libera vendita. Per alcuni preparati, non c’è nemmeno l’obbligo di esibire il famoso “patentino”. Nonostante l’altolà del Consorzio, e il decalogo rivolto ai viticoltori con l’obiettivo di sostituire i fitofarmaci più tossici con quelli a minore impatto ambientale, non esiste alcuna legge che ne impedisca l’utilizzo. I dati, però, parlano chiaro: in questa stagione, la prima dopo l’approvazione del protocollo viticolo, i viticoltori dell’area Prosecco Docg hanno effettuato il 20% di trattamenti in meno rispetto agli anni scorsi. La maggior parte di questi, con prodotti di fascia verde, meno tossici per l’uomo, meno dannosi per l’ambiente. Sono centinaia le aziende che hanno aderito al protocollo viticolo, sebbene si tratti di un “indirizzo” e non di un obbligo. Nonostante la primavera piovosa e le bizzarrie climatiche, il Consorzio fa sapere che le viti trattate con i prodotti non tossici sono in perfetta salute, e non si sono riscontrate epidemie. L’ultimo scoglio, per i fitofarmaci “green”, sarà la peronospora, alla quale saranno indirizzati i prossimi trattamenti.

Il Consorzio di Tutela promette, per luglio, il lancio di due ulteriori iniziative: uno studio per la difesa della vite con metodi in grado di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale, e una ricerca su metodi alternativi di spargimento dei fitofarmaci, specialmente per le aree di alta collina trattate, finora, con l’elicottero. (a.d.p.)

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