Tenta il suicidio, salvata grazie al cellulare

SARMEDE. È stata salvata in extremis dai carabinieri una 46enne trevigiana che aveva deciso di suicidarsi ingerendo 200 pastiglie di psicofarmaci. I militari dell’Arma di Vittorio Veneto hanno...

SARMEDE. È stata salvata in extremis dai carabinieri una 46enne trevigiana che aveva deciso di suicidarsi ingerendo 200 pastiglie di psicofarmaci. I militari dell’Arma di Vittorio Veneto hanno localizzato la donna grazie ai ripetitori telefonici che hanno permesso di individuare il suo cellulare in un parcheggio a Cappella Maggiore. La donna poi soccorsa dal personale medico respirava affannosamente ed è stata portata urgentemente in ospedale. A dare il via alle ricerche, il marito che, rincasato, non ha trovato la moglie, scoprendo poi che erano scomparse tutte le medicine da un armadietto. La donna aveva già tentato in passato il suicidio.

Ha dunque tentato di uccidersi inghiottendo una maxi-dose di ansiolitici, ed è stata salvata dai carabinieri che l'hanno rintracciata grazie al segnale del suo telefono cellulare. Dramma sfiorato martedì in serata poco dopo le 19.30 a Sarmede. Alla centrale operativa di Vittorio Veneto giunge l'allarme di un uomo, un operaio di 48 anni, disperato perché la scomparsa della moglie, una 46enne già in cura e con alle spalle alcuni tentativi di suicidio.

Le ricerche hanno interessato prima una zona molto vasta che comprendeva i territori comunali di Sarmede e Cappella Maggiore. Solo in seguito, grazie al prezioso apporto del gestore telefonico, i militari sono riusciti a risalire ad una via in cui la donna si trovava. Le pattuglie giunte sul posto, in aperta campagna, hanno rintracciato l'auto della donna con all'interno la 46enne, in fin di vita. I medici del Suem118 intervenuti sul posto hanno confermato che sarebbero bastati pochi istanti di ritardo nei soccorsi e per la donna sarebbe stata la fine. Ora la 46enne, per la gioia del marito e dei due figli, è fuori pericolo.

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