Falsi corsi Efal, denunciato Bepi Bisetto

Oltre al responsabile del centro studi sulle sette nei guai anche Mario Ferrarelli, ex assessore Dc, e Giustino Cherubin
Guardia di finanza
Guardia di finanza

A mettere in moto l'inchiesta del sostituto procuratore Giuseppe Salvo fu un controllo dell'Ispettorato del Lavoro, scattato nel marzo del 2002 a seguito di una cospicua richiesta di finanziamenti per l'avvio di alcuni corsi. Il risultato è stata una segnalazione degli ispettori alla magistratura relativamente a presunte irregolarità sui corsi destinati agli immigrati per il loro inserimento nel mondo del lavoro. Gli accertamenti, condotti inizialmente dai carabinieri di Treviso, sono stati successivamente assegnati al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che, oltre all'ipotesi della truffa, verificò eventuali violazioni di carattere fiscale. Solo (rispetto alla cifra contestata oggi) 100mila euro l’ammontare dei contributi regionali incassati «indebitamente» dall’Efal all’epoca dei fatti.

La Regione disse basta. In attesa del completamento dell'inchiesta, la Regione decise la sospensione dei contributi anche agli altri corsi organizzati dall'Efal. Ma a quanto pare poi le cose sono andate in maniera ben diversa. I Finanziamenti hanno cominciato ad arrivare dalla Ue, la Regione ha assunto solo il ruolo di passacarte, e il sistema di finanziamento ripartì – secondo quanto riscontrato dalla Finanza– con le stesse modalità.

La truffa da 1,8milioni. Le contestazioni, oggi, della Guardia di Finanza riguardano l’attività della Efal dal 2005 al 2008. Anni in cui l’ente avrebbe fatto risultare sui banchi dei suoi corsi di formazione disoccupati che invece erano all'università, o stavano lavorando part-time in qualche azienda nella speranza di avere un posto fisso. Tutto per ingrassare la lista dei partecipanti – spiega la Finanza– riuscendo, attraverso una serie di documenti realizzati e falsificati ad hoc, a far risultare un numero di corsi e presenze che in realtà non aveva fatto». Incassando così dalla Ue rimborsi maggiori del dovuto. Dove finivano i soldi? Secondo la Finanza in immobili, tanto che al termine dell’indagine, oltre alle sette denunce, il tribunale di Treviso ha disposto il sequestro di sei immobili: la sede di via degli Scaligeri (vicino piazza Vittoria), la sede in via Castagnole, tre appartamenti e un garage.

La cricca. I denunciati, oggi, sono Bisetto e Ferrarelli (rappresentanti legali pro tempore), Cherubin (dirigente), e altre quattro persone che avrebbero avuto a che fare con le pratiche per la certificazione dei corsi svolti.

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