Knunk outsider art, pittori ai «margini» tra naife e ultra pop

Lo spazio espositivo il Battito d’ali ospita la prima personale d’arte di Mario Pellegrini

Lo spazio espositivo il Battito d’ali in via Municipio 17 a Treviso ha allestito la prima personale d’arte di Mario Pellegrini. Una selezione di quindici disegni, operata dal curatore Gabriele Tiveron, che ne tracciano il percorso di ricerca artistica degli ultimi cinque anni.

Pellegrini potrebbe essere ricondotto a quel filone dell’outsider art definito per la prima volta negli anni ’70 e che identifica artisti esterni a ogni categoria artistica istituzionalizzata. Pastelli a cera e matita, poi semplicemente cartoncini colorati 50 per 35 cm e si aprono i giochi: al centro del lavoro di Pellegrini c’è il sé, una riflessione ossessiva che attraverso linee secche e colori intensi scandaglia il proprio io alla ricerca di definizioni certe, tentando di calarle sul foglio da disegno. Una trappola visiva che ricomincia sempre da capo, un motivo che però in ogni nuovo inizio trova una nuova soluzione formale. Quindici autoritratti che schiacciano il volto dell’artista in un primo piano che riempie di carne il foglio di carta, estendendo ai quattro angoli l’immagine di se stesso. E sui «faccioni» che riempiono il cartoncino scritte tracciate come incisioni, poetiche e visionarie riflessioni sull’io e sulla sua diaspora. Da qui anche il titolo della mostra «Chi è questa persona umana? Auto-disegni di Mario Pellegrini».

Questo il primo appuntamento che inaugura il progetto Knunk outsider art, contenitore coordinato da Gabriele Tiveron pensato per promuovere opere d’arte caratterizzate originalità e realizzate da persone che si trovano a vivere in situazioni di marginalità sociale: persone con disagio psichico, artisti residenti in aree svantaggiate del pianeta, disabili, carcerati, artisti autodidatti e chiunque si trovi fuori dai circuiti tradizionali dell’arte contemporanea. «Knunk outsider art accoglie varie forme di espressione artistica come art brut, arte visionaria, arte popolare contemporanea, arte naife, architetture fantastiche, ultra pop, neo fluxus, raw video, neo voodoo performance» spiega Tiveron. Una parte del ricavato della vendita delle opere sarà devoluto al progetto «Terre del terzo mondo» di Franco Tagliente per la riforestazione in Etiopia. Dopo Mario Pellegrini verranno esposti in maggio i lavori del trevigiano Dario Condotta per continuare poi con altri artisti. E’, infatti, volontà del progetto costituire uno spazio espositivo continuativo che proseguirà fino al 2013. Il calendario è ancora aperto: «Stiamo selezionando i lavori di molti artisti – continua Tiveron – e invitiamo a prendere contatto con noi quanti non siano già inseriti in un circuito istituzionalizzato. Vogliamo che questo contenitore sia una possibilità, una scommessa, persino un azzardo: cerchiamo artisti amatoriali, per dare visibilità a ciò che generalmente rimane nascosto». Informazioni: g.tiveron@virgilio.it.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso