Ventimila euro l’ora per gli Amx in Libia «E’ la casta militare»

di Daniele Ferrazza
Determinanti nella ricognizione degli obiettivi da colpire, precisi nel fornire le esatte coordinate ai bombardieri alleati, probabilmente decisivi nella rapida conclusione della missione. Anche gli Amx di Istrana hanno partecipato alla missione Odyssey Dawn, che lo scorso ottobre con la cattura di Gheddafi, ha consentito la liberazione del paese africano. Lo rivela la relazione dello stato maggiore dell’Aeronautica militare, che descrive la missione libica come «l’impegno più imponente dopo il secondo conflitto mondiale».
Ma a far storcere il naso sono i costi della missione. Settecento e dieci tra bombe e missili lanciati, duemila sortite, oltre settemila ore di volo, sette mesi di missioni. E un costo esorbitante: la missione in Libia dell’Aeronatica militare c’è costato un occhio della testa. Almeno 260 milioni di euro, citano le fonti più attendibili. Gli Amx del 51esimo Stormo di Istrana, ad esempio, hanno partecipato alle «missioni di attacco al suolo per la neutralizzazione degli obiettivi militari assegnati dal Comando alleato» con particolare riferimento alla realizzazione di oltre 340 mila foto ad alta risoluzione mediante il Pod elettronico in dotazione agli aerei italo-brasiliani di stanza nella base trevigiana. In sostanza, i ricognitori Amx, con il loro lavoro di analisi dei target a terra, hanno consentito ai bombardieri di colpire con precisione assoluta gli obiettivi militari decisi dal comando alleato.
«Le tecnologie in dotazione ai velivoli, in perfetta integrazione con le forze aeree delle altre quindici nazioni partecipanti, hanno consentito di raggiungere con altissima precisione i target militari assegnati, evitando qualsiasi tipo di danno collaterale per la popolazione» spiega il capo di stato maggiore dell’aeronautica , il generale Giuseppe Bernardis, pordenonese di Porcia.
Secondo le stime, il costo orario di missione dei caccia-bombardieri è di circa ventimila euro all’ora. «Praticamente lo stipendio annuo di un lavoratore» denuncia Nicola Atalmi, segretario regionale dei Comunisti italiani e consigliere comunale della Sinistra a Treviso. «Sono cifre che fanno rabbrividire –commenta – la difesa è l’unico settore del bilancio pubblico che non ha subito tagli alla spesa. I nostri governi si sono impegnati ad acquisti al di sopra delle nostre possibilità, proprio in un momento nel quale vengono chiesti sacrifici pesanti a pensionati e lavoratori. Stiamo parlando di una casta militare di intoccabili:sono cifre che fanno sorgere dubbi e perplessità, soprattutto in questo momento di crisi».
La missione in Libia ha generato un altro tipo di spesa: i caccia italiani hanno sganciato oltre 550 bombe e missili di crociera: «Quasi l’80 per cento dell’armamento di precisione a guida laser e gps utilizzato dai velivoli italiani» informa lo stato maggiore dell’Aeronautica. Che significa che ora il munizionamento a disposizione dell’Aeronautica militare è praticamente esaurito e dovrà essere re-integrato attraverso l’acquisto di nuovi missili e nuove munizioni.
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