La Legion d’onore per Gilberto Benetton

Nel giorno in cui l’azienda presenta a Parigi la nuova campagna pubblicitaria – definita shock e rifiutata da molti giornali anglosassoni – Gilberto Benetton riceverà dal presidente francese Nicolas Sarkozy la Legion d’Onore, massima onoreficenza attribuita dalla Repubblica di Francia. Un riconoscimento che consacra la dimensione internazionale dell’industriale trevigiano, che ha compiuto lo scorso giugno 70 anni.
La Légion d'honneur è un ordine cavalleresco istituito duecento anni fa da Napoleone Bonaparte: ne fanno parte politici, industriali, scrittori, artisti e docenti.
Il presidente della repubblica francese è il Gran Maestro dell'ordine e nomina i nuovi membri dell'ordine suggeriti per convenzione dal Governo. I membri più importanti sono il Cancelliere ed il Segretario generale.
L'Ordine prevede per statuto una quota massima di 75 Commendatori di Gran Croce, 250 Grand'Ufficiali, 1.500 Commendatori, 10.000 Ufficiali e 113.425 Cavalieri. Attualmente i cavalieri sono poco meno di novantamila.
Gilberto Benetton è il terzo dei fratelli della dinastia di Ponzano, dopo Luciano e Giuliana e prima di Carlo. Insieme hanno fondato nel 1965 il gruppo che porta il loro cognome. Da sempre Gilberto Benetton si occupa di amministrazione e finanza, è il protagonista della «diversificazione» del business del gruppo oltre la maglieria. L’uomo che ha introdotto la famiglia trevigiana nei salotti buoni della finanza: Mediobanca, Gemina, Generali. Attualmente è presidente di Edizione srl, la finanziaria della famiglia Benetton, di Autogrill, è consigliere del Gruppo Benetton, di Atlantia, Mediobanca, Pirelli & C. e Allianz. E’ anche il fratello più vicino al mondo dello sport: grande appassionato di basket, ha dovuto mettere la faccia alla drastica riduzione degli investimenti decisa lo scorso marzo dal gruppo. È sposato con Lalla e ha due figlie, Sabrina e Barbara.
Giusto questa mattina Alessandro Benetton, vicepresidente esecutivo di Benetton Group, presenterà la nuova campagna pubblicitaria del gruppo. Si intitola «Unhate» e dovrebbe suonare come «indetestabile» nel senso che non è possibile odiare. La pubblicità nasce dal laboratorio creativo di Fabrica e promette di far discutere come ai tempi di Oliviero Toscani. Un «refresh» dovuto e improrogabile per il gruppo industriale trevigiano, alle prese con una delicata trasformazione interna che sta toccando tutti i settori aziendali.
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