Prosecco: la guerra dei pesticidi

Salvador a Vettorello: «Si dimetta, non tutela i viticoltori»
Un’immagine delle colline del Prosecco nel Quartier del Piave
Un’immagine delle colline del Prosecco nel Quartier del Piave
 
PIEVE DI SOLIGO.
Il Wwf Veneto respinge le aperture di Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio di tutela del prosecco Docg, e ribadisce le proprie tesi già espresse nei convegni su «pesticidi nei vigneti e tumori» di Conegliano e Pieve di Soligo. Mentre Vettorello, sottolineando lo storico impegno in materia di amministratori e agricoltori veneti, anticipa il potenziamento del servizio tecnico e informativo sugli agrofarmaci interno al mondo dei viticoltori e produttori di prosecco, Gianluigi Salvador, referente locale del Wwf, riesplode le sue richieste. «Noi vogliamo i dati su qualità e quantità dei pesticidi sparsi nei vigneti del territorio - dichiara Salvador - e dei controlli relativi fatti dagli organismi deputati alla salvaguardia della salute e della biodiversità, cioè sindaci, Arpav e Uls. Sarà anche vero che gli agricoltori utilizzano i pesticidi secondo le istruzioni del Ministero della Sanità, ma chi li controlla? Secondo noi - continua l'esponente ambientalista - i viticoltori sono liberi di usare le dosi che vogliono e nei periodi che a loro pare, come dimostrano i trattori muniti di atomizzatore che giravano tra i vigneti anche 10/15 giorni prima delle vendemmie. Chiedo al Consorzio di tutela chi ha controllato i residui dei pesticidi sulle uve appena vendemmiate». Salvador, dunque, respinge le «chiacchiere vuote» di Vettorello e, anzi, lo invita a dimettersi da direttore del consorzio di tutela visto che non è neanche riuscito a tutelare i viticoltori di collina, «con il risultato che, nonostante fatiche e sacrifici, ora sono ripagati con un valore delle loro uve inferiore a quella prodotta in pianura». Il referente Wwf torna sulla questione al centro degli incontri nella culla del Prosecco: garantire la salute di tutti e la salvaguardia della biodiversità. «Perché - sottolinea Salvador - chi verrà dopo di noi possa trovare almeno le stesse condizioni di vita e non suolo, acqua, aria e cibo avvelenati, come mai è stato fatto nel passato, da 15 anni a questa parte». Sullo sfondo, secondo gli ambientalisti, restano dubbi e preoccupazioni per i tumori, le asme, l'Alzheimer e le allergie sempre più frequenti, specie tra i bambini. «Malattie che non fanno distinzioni tra agricoltori e semplici residenti - chiude Gianluigi Salvador - così come altre, altrettanto gravi e ingestibili che stanno spuntando sempre più e sono indicate come «malattie rare». O la storia del Ddt non ci ha insegnato niente?» (g.z.)

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