In missione in Africa a 19 anni: «Esperienza che mi ha cambiato la vita»

Filippo Battistel di Meduna di Livenza è stato tre settimane in Sierra Leone con un viaggio organizzato dall’istituto Brandolini di Oderzo, dove studia. I complimenti del sindaco Pitton

Alessia Celotto
Filippo Battistel, 19 anni, durante il viaggio in Africa
Filippo Battistel, 19 anni, durante il viaggio in Africa

Ventuno giorni in Africa per ritrovare se stesso e, soprattutto, per aiutare gli altri. È questa la missione che ha portato avanti Filippo Battistel, 19 anni, originario di Meduna di Livenza, che ha deciso di trascorrere un’estate insolita dedicandosi a un’esperienza di volontariato in Sierra Leone.

Il giovane è partito con una missione organizzata dalla sua scuola, l’istituto Brandolini Rota di Oderzo, assieme ad altri ragazzi, e ha trascorso le giornate dedicandosi alla solidarietà e all’aiuto dei più bisognosi.

«Sono stati giorni intensi e toccanti. Ero abituato alle comodità e ai privilegi della mia vita in Italia e, andando in un paese dove ho visto le persone mangiare una sola volta ogni due giorni, ho riflettuto molto», ha raccontato, «mi ha colpito molto vedere delle città dove, nonostante la povertà diffusa, le persone avessero sempre il sorriso e riuscissero a essere felici anche con poco».

Filippo ha raccontato che, nonostante il forte degrado presente in alcuni luoghi, bambini e adulti si mostravano gioiosi e spesso si costruivano qualche gioco improvvisato, come un pallone, immaginando una porta. «Giocavano a bordo strada, come se per loro tutto fosse normale. Alcuni ragazzi nascono in quei luoghi e non hanno nemmeno un nome o un’identità», ha aggiunto. «Vedendo questi scenari ho riflettuto su quanto io sia fortunato a vivere in un paese come l’Italia».

Durante le giornate il giovane non aveva un compito specifico, ma cercava di portare il proprio aiuto dove ce n’era più bisogno. Spesso svolgeva attività di animazione oppure aiutava nelle numerose case famiglia presenti sul territorio, cercando di dare una mano a risolvere le problematiche vissute dai ragazzi orfani.

«Abbiamo fatto tante attività significative. Mi piace molto aiutare gli altri, soprattutto le persone più in difficoltà e vederle felici: farò sicuramente un’altra esperienza come questa, magari anche nello stesso posto», ha specificato Filippo. «Questa missione ha avuto il potere di cambiarmi e di farmi vedere le cose in modo diverso rispetto a prima. Ancora adesso mi fermo a pensare e devo dire che vivere tutto questo mi ha cambiato la vita», ha concluso.

Anche il sindaco di Meduna di Livenza, Arnaldo Pitton, ha espresso la sua gratitudine per la missione vissuta dal giovane. «Sono esperienza importanti che fanno crescere e cambiano. Conoscere persone che vivono in condizioni di povertà ci aiuta a dare il giusto valore alle cose, soprattutto nei momenti di noia o di sconforto, e ci ricorda di pensare a chi ha molto meno di noi», ha concluso Pitton.

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