I Comuni della Castellana chiedono il Frecciabianca
CASTELFRANCO
Il Frecciabianca da Castelfranco a Milano deve essere ripristinato: a chiederlo a gran voce sono le amministrazioni comunali della Castellana che in questi giorni stanno approvando nei rispettivi consigli comunali una delibera dove si riassumono le necessità per cui questo collegamento ferroviario dovrebbe essere ripristinato quanto prima. Dopo anni di onorato servizio, improvvisamente il 2 ottobre 2016 questa tratta veniva infatti abolita da Trenitalia: si trattava della linea Udine-Milano, che oltre al capoluogo friulano metteva in collegamento la Marca con la capitale economica d’Italia. Tra l’altro con molti aspetti positivi soprattutto per il mondo imprenditoriale della Castellana. Il treno infatti fermava in andata alle 7.19 alla stazione di Castelfranco e permetteva di raggiungere poco dopo le 9 la stazione Centrale di Milano: in serata era previsto un analogo collegamento diretto. Insomma, l’ideale per chi voleva ottimizzare i tempi lavorativi.
Già all’epoca erano partite le proteste, ma niente da fare: l’unica cosa che è cambiata è stato il collegamento di Conegliano e Treviso, ma passando per Mestre, cosa che ha tagliato fuori la città di Giorgione. Ma il problema non ha riguardato solo la Castellana, bensì anche il Montebellunese, l’Alta Padovana e il Bassanese. Trenitalia ha offerto un collegamento di autobus veloce “Freccia Link” per raggiungere Padova, ma, spiega la delibera, “non si è rivelata una scelta opportuna perché già vi sono due treni ogni ora per tale stazione; anzi, l’autobus impiega anche maggior tempo rispetto al treno regionale”. E per questo, ormai, il ricorso all’auto è praticamente obbligatorio: a meno di non sobbarcarsi cambi e coincidenze che spesso allungano e non di poco la trasferta verso e da Milano.
Le ragioni portate avanti dai Comuni guardano non solo a ripristinare le due corse dirette (una in andata e una in ritorno), ma ad incrementarle in chiave di mobilità sostenibile: la stazione di Castelfranco è il crocevia da cui poter raggiungere diverse mete turistiche, si pensi ad Asolo, alle ville palladiane di Maser e di Fanzolo, oltre che per essere una delle porte verso le colline del Prosecco di Valdobbiadene. A questo si aggiunga anche l’importanza che sta assumendo sempre di più il fattore sanitario con la presenza dello Iov all’ospedale di Castelfranco. La prospettiva è di lungo respiro, visto che si guarda già alle Olimpiadi invernali 2026 che legheranno Milano e Cortina e quindi alla linea ferroviaria già esistente Castelfranco Veneto-Montebelluna-Cortina.
Insomma , si chiede di sfruttare la centralità di Castelfranco nella mobilità pubblica. A fianco delle amministrazioni ci sono anche tutte le associazioni di categoria che, sottolinea la delibera, “sostengono fermamente il ripristino della fermata del treno alta velocità, da e per Milano. Infatti, a fronte delle «valutazioni di carattere commerciali di Trenitalia, che hanno portato alla soppressione della fermata, tutto il Veneto centrale è stato tagliato fuori da un percorso ferroviario strategico e veloce verso le altre importanti città del nord».
Il primo Comune ad approvare la delibera è stato Vedelago nella seduta di lunedì, ieri è toccato a Castelfranco e a Loria, stasera a Riese e sabato a Resana. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








