In coda per Jesolo Tangenziale in tilt Gite fuori porta e Restera affollata

Primi incolonnamenti lungo la Treviso-Mare sin dal mattino I trevigiani si sono messi in auto diretti verso il litorale
agostini agenzia foto film treviso gente passeggia in restera
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treviso

Tutti in coda per il mare da Treviso. La bella giornata e le temperature fin troppo primaverili, ma anche lo spettro sempre dietro l’angolo di nuove chiusure e paventati lockdown, hanno spinto i trevigiani a mettersi in macchina diretti verso le spiagge del litorale veneziano, da Jesolo a Cavallino, tra le mete preferite perché a due passi. Ma c’è chi ha puntato su Eraclea, piuttosto che Caorle o Duna Verde.



Traffico intenso, soprattutto a partire dalle 10.30, lungo tangenziale e Treviso-Mare, specialmente nel primo tratto all’altezza di Silea. A inizio mattinata le file si sono formate per via di un lieve tamponamento, a sua volta causato da un aumento di traffico. Nessun ferito grave, ma le operazioni di rilievo da parte delle forze dell’ordine, hanno appesantito la situazione.

La circolazione, però, si è intasata attorno mezzogiorno, quando il sole ha iniziato a scaldare e in molti si sono messi in macchina per una gita fuori porta, guarda caso in spiaggia. Un’idea che ieri è balzata in mente a tanti. «Questa estate» spiega un gruppetto di quarantenni «visto che prevediamo restrizioni, abbiamo pensato di fare come quando eravamo ragazzi e affittare un appartamento i compagnia da utilizzare i fine settimana, per questo siamo andati in avanscoperta». C’è chi, invece, aveva voglia di andare a vedere i fenicotteri che in questi giorni tingono di rosa la laguna Nord, ma non ha calcolato che a causa delle troppe auto, l’area sarebbe stata interdetta alle macchine.



I carabinieri di Treviso hanno pattugliato i tratti dove il traffico era più intenso, allo stesso modo la stradale. Qualcuno, invece, partito al mattino molto presto o dopo l’ora di pranzo, ha scampato code e file, riuscendo ad arrivare a destinazione nel consueto arco di tempo, rispettando i limiti. In molti si sono domandati in quanti si poteva stare in auto, sulla scorta delle restrizioni anti Covid. C’è chi ha optato per scorciatoie e strade alternative, pur di evitare di rimanere fermi, in colonna, a semafori e rotonde tra Silea, Roncade e Meolo. La voglia di stare all’aria aperta e dunque di puntare verso una destinazione fronte mare, era stata altamente prevista, visto anche quanto accaduto lo scorso fine settimana. I disagi sono stati contenuti, e le forze dell’ordine hanno controllato le strade. Traffico non solo in andata, ma anche lungo la via del ritorno, perché quando hanno chiuso i locali, alle 18, la maggior parte ha deciso di rimettersi in strada.



Sono in parecchi anche i trevigiani che hanno scelto di fare un giro sulle Prealpi trevigiane, una capatina verso i laghi di Revine, una passeggiata tra le malghe, nordic walking per raggiungere i rifugi, il Cansiglio piuttosto che il monte Pizzoc. Tanti i ciclisti che si sono visti sfrecciare sulle due ruote, evitando assembramenti di sorta. E anche sulle grave lungo il Piave, sono comparse persone che hanno deciso di camminare lungo il greto del fiume, sedersi a prendere il sole, godersi l’aria frizzante.



Tra le passeggiate più amate dai trevigiani, come di consueto, la Restera: centinaia di persone tra famiglie, pedoni e ciclisti hanno fatto due passi in Restera, sotto lo sguardo vigile della polizia municipale, mascherine addosso. —



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