Appalto per anestesisti esterni scatta la guerra dei compensi

Oderzo
Mancano anestesisti all’ospedale di Oderzo, l’Usl appalta il servizio di guardia anestesiologica a una ditta di Roma, la Medical Service Assistance Srl. L’appalto si aggira attorno ai 180 mila euro, suddivisi in due tranche. Un primo investimento di 127 mila 800 euro, avviato lo scorso dicembre, durata sei mesi. Ora si va a incrementare l’attività, con un budget di 51 mila 120 euro per garantire anche durante l’estate la guardia anestesiologica, fino al 31 agosto, così da garantire il funzionamento di blocchi operatori e sale parto.
DIFFERENZE IN BUSTA PAGA
I termini del nuovo accordo tra azienda sanitaria trevigiana e Medical Service prevedono la copertura di «un numero massimo di 36 turni diurni, notturni, prefestivi e festivi, da 12 ore cadauno» con anestesisti forniti dalla Medical Service Assistance. Dati alla mano il sindacato dei medici ospedalieri Anaao-Assomed punta il dito contro la disparità salariale che rende la sanità pubblica sempre meno appetibile rispetto a quella privata. «Lo stipendio medio di un anestesista dipendente nel pubblico è la metà di quello offerto a un collega in libera professione: 60 euro all’ora contro 118 euro all’ora. Non è accettabile una paga sostanzialmente differente per fare lo stesso lavoro», denuncia il dottor Pasquale Santoriello, referente provinciale Anaao, che considera il divario di trattamento economico uno dei motivi della fuga di camici bianchi dagli ospedali. «Per quale ragione un medico, per di più con una specializzazione molto ricercata, qual è quella anestesiologica, non dovrebbe resistere alle sirene del privato se l’attività ospedaliera offre prospettive che sono sempre più al ribasso e con paghe nettamente inferiori?», si interroga Santoriello.
PENURIA DI PERSONALE
Il team anestesiologico opitergino, dipendente dell’Usl di Marca, rende l’idea delle sofferenze a livello di organico che rischiano di acuirsi a causa del piano ferie del personale e della necessità di recuperare gli interventi chirurgici saltati a causa dell’emergenza Covid. «Siamo sei professionisti strutturati più il direttore, nonostante l’apporto degli anestesisti in libera professione siamo sottodimensionati, dovremo essere almeno il doppio», ha detto nei giorni scorsi il dottor Paride Trevisiol, responsabile della terapia intensiva di Oderzo e rappresentante aziendale del sindacato di categoria Aaroi-Emac. Nell’aprile 2019 l’Usl di Marca ha garantito 5.746 interventi in tutta la provincia, nell’aprile 2020 segnato dal lockdown ne sono stati effettuati 2.010, cioè 3.736 in meno. La mole enorme di procedure da recuperare rappresenta un nodo cruciale. «La revisione delle modalità con percorsi Covid e Covid-free andrà ad allungare i tempi e l’aumento dei volumi di attività richiederà più personale, bisogna tagliare la burocrazia concorsuale», dice Trevisiol. Si spinge oltre l’Anaao, chiedendo all’Usl di Marca di avviare un negoziato. «Sicuramente per una cifra inferiore a quelle garantite al privato i nostri anestesisti ospedalieri sarebbero disposti a lavorare di sabato e domenica, rivedendo la turnazione», conclude Santoriello, «mi sfugge il motivo per cui non si tenti questa strada, basata su equità e buon senso». —
Valentina Calzavara
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