Droga, gang di insospettabili con la base in una pizzeria di Resana

Operazione a Cittadella, ai domiciliari il titolare dell’Oasi Tre Laghi di Resana Sotto inchiesta anche una 42enne albanese residente a San Polo di Piave

RESANA. Il “Rosso”, conosciuto anche come “Occhialetti”, all’anagrafe Artur Hysa, classe 1978 con residenza a Tribano, era arrivato in Italia dall’Albania nei primi anni Novanta. Da allora nel “suo settore” – la compravendita e lo spaccio di droga – di strada ne aveva fatta. La sua licenza di farsi beffe della legge è durata anni finché, il 13 agosto, è caduto in trappola. Quando i carabinieri di Cittadella sono andati a prenderlo, il 40enne ha chiesto: «Perché mi arrestate?». «Per i tuoi sospetti affari di droga» la risposta. E lui ai militari dell’Arma: «Allora vuol dire che siete stati bravi».

Il dietro le quinte. Ecco uno dei tanti retroscena dell’inchiesta. Inchiesta che ha provocato l’arresto di 5 albanesi e due italiani coinvolti in un giro di spaccio destinato a fruttare circa 100 mila euro al mese tra cocaina e marijuana vendute. Nomi sospetti. E nomi di insospettabili. Come Denis Gregianin, 50enne di Piombino Dese, gestore con la moglie della pizzeria all’“Oasi Tre Laghi” a Resana in via Prai 25, dove lavora la moglie di uno dei principali arrestati, l’albanese Mirjan Ndrepepaj, 36enne con residenza a Piombino.

Il pizzaiolo. Gregianin (ai domiciliari) compra cocaina da Ndrepepaj (uno o due etti alla volta) e la rivende tramite fiduciari nell’area di Caorle. Ma non è puntuale nei pagamenti. Tanto che, la notte del 28 gennaio 2017, il suo fornitore (Ndrepaj, un passato da “topo” d’appartamento e un presente da trafficante di droga) mette a punto un furto nell’abitazione di Gregianin a Piombino in via Santissimi Salvatore. L’abitazione è ripulita. E il bottino? La madre di Isufi Alma (una 42enne albanese residente a San Polo di Piave, indagata in stato di libertà) viene “rivestita” dei gioielli rubati. Così la merce è trasferita in Albania. Il trasferimento dei preziosi passa inosservato alla polizia balcanica. Nel frattempo Gregianin subisce il furto della sua Bmw trovata bruciata.

Le intercettazioni. Nelle intercettazioni gli albanesi fanno anche riferimento al fatto che, per rientrare in Albania, era meglio non passare per la Grecia. Forte la paura per i controlli al confine con l’Ungheria.
 

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