Infermiera stordiva i suoi amanti per derubarli: vittime due quarantenni di Istrana

ISTRANA . Anche due quarantenni di Istrana sono finiti nella trappola di quella che viene chiamata "l'infermiera diabolica", una 35enne di nazionalità rumena che lavora all'ospedale di Padova su cui grava il sospetto di aver stordito con potente sonnifero i suoi amanti per poi prelevare con il loro bancomat forti somme di denaro.
I farmaci sarebbero stati prelevati dalle dotazioni ospedaliere, come conferma il ritrovamento effettuato dai carabinieri di Castelfranco durante la perquisizione avvenuta nel reparto di Ortopedia padovano dove la donna lavora, dalla quale è emerso ben altro: oltre a flaconi di Diazepam, in un armadietto usato dalla donna, sono state ritrovate due carte di credito intestate ad una paziente attualmente ricoverata in ospedale. A seguito di questo è scattata la denuncia per ricettazione e furto aggravato: il sonnifero infatti è lo stesso che risulta sparito in ospedale.
I carabinieri castellani sono intervenuti nel caso insieme ai colleghi padovani per una vicenda che vede sempre protagonista l'infermiera 35enne e due quarantenni di Istrana, con cui la donna intratteneva una relazione che le ha fruttato ben ventimila euro, sottraendoli ai suoi spasimanti. In questo caso però non aveva fatto ricorso a stordimenti con farmaci, come era avvenuto con un collega barelliere "tradito" da un bicchiere di vino rosso corretto con benzodiazepine: grazie a questo escamotage era riuscita a sottrargli il bancomat e a prelevare a sua insaputa 250 euro.
E quando l'uomo si è rivolto alle forze dell'ordine ha scoperto di non essere stata l'unica vittima. Per i due istranesi alla donna erano bastate le sue doti ammaliatrici. Nel corso delle frequentazioni con i due, era riuscita a più riprese ad alleggerirli di centinaia di euro di volta in volta, fino appunto a raggiungere la ragguardevole cifra di ventimila euro e fino a che i due non si sono resi conto che non era la loro prestanza ma i loro portafogli l'obiettivo della donna. Il denaro è poi finito in Romania attraverso un noto sistema di trasferimento di denaro rimanendo nelle sue disponibilità. Nel corso della perquisizione avvenuta nei giorni scorsi i carabinieri di Castelfranco hanno fatto luce su questi trasferimenti di denaro, avendo conferma che erano stati effettuati proprio dall'infermiera "diabolica".
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