Red carpet e bagno di folla a Conegliano per l'anteprima di "Finchè c'è prosecco c'è speranza"

Conegliano. Il mondo delle bollicine  ha applaudito lunedì 23 ottobre al film Finchè c'è prosecco c'è speranza, al termine della première nazionale del noir tratto dal libro omonimo di Fulvio Ervas. Red carpet al cinema Georges Melies di Conegliano e un’atmosfera da grande appuntamento. Gli scatti sono stati tutti per i protagonisti che hanno sfilato sulla passerella

Il red carpet a Conegliano per "Finchè c'è prosecco c'è speranza"

CONEGLIANO. «Non facciamo i furbi con la nostra terra, chiedendo più di quello che può darci». Dritto al punto, fin dalle prime battute, arriva il messaggio centrale del film d’esordio di Antonio Padovan “Finchè c’è prosecco c’è speranza”. A pronunciarle è il produttore vinicolo Conte Ancillotto, viveur di lungo corso e personalità di spessore nel piccolo borgo di Col San Giusto.

Lo fa dal belvedere di uno dei luoghi più panoramici e caratteristici delle colline del Prosecco nel comune di San Pietro di Feletto. E suona subito come un monito al mondo delle bollicine che, unanime, ha applaudito lungamente, lunedì 23 ottobre, al termine della première nazionale del noir tratto dal libro omonimo di Fulvio Ervas. Red carpet al cinema Georges Melies di Conegliano e un’atmosfera da grande appuntamento. Gli scatti sono stati tutti per i protagonisti che hanno sfilato sulla passerella mentre il pubblico già li aspettava in sala. C’erano Giuseppe Battiston, protagonista nel ruolo dell’ispettore italo-persiano Stucky alle prese con un primo suicidio e una serie successiva di omicidi; l’attrice di origini colombiane Liz Solari che impersona Celinda, la bella figlia del Conte Ancillotto; Teco Celio, il matto Pitusso pulitore di ruggine dalle tombe dei morti di malattia del paese; Diego Pagotto, carabiniere trevigiano; il regista, coneglianese d’origine e newyorkese d’adozione Antonio Padovan, lo scrittore Fulvio Ervas, che di questo film tratto dal suo libro è anche sceneggiatore; i produttori Nicola Fedrigoni e Valentina Zanellala e il direttore della fotografia Massimo Moschin. Hanno raccolto gli applausi e i consensi del pubblico con l’intero cast, che ha lavorato per oltre due anni alla realizzazione di “Finchè c’è Prosecco c’è speranza”.

Nelle sale sarà il 31 ottobre con una scaletta partirà dal Triveneto per approdare poi nelle sale delle maggiori città italiane. Le musiche dei lombardi Diego Mancino e Stefano Brandoni e del friulano Teho Teardo, saranno invece in vendita su I-Tunes dal 27 ottobre. «Questa sera sento le farfalle nello stomaco» dice il regista presentando il film «e voglio ringraziare la mia famiglia e in particolare mia sorella Mariangela che mi fece leggere il libro di Ervas da cui tutto tutto questo poi è nato». «Ho visto il libro prendere vita» ha aggiunto lo scrittore. «Il messaggio d’amore per il territorio contenuto nel testo è divenuto tramite l’immagine, potentissimo». Le vicende private e lavorative dell’ispettore Stucky si ergono da uno “sfondo di primo piano” che dipinge il territorio e le sue vicende con grevità. Meraviglioso nelle immagini ma pesantemente intaccato dalla mano dell’uomo che inquina causando deterioramento per la natura e per l’uomo.

Lo fa con il materiale indiscriminato bruciato nelle fornaci del cementificio Fondamenta e lo fa utilizzando sostanze chimiche nella viticoltura. Il simbolo tangibile di tutto questo male è la ruggine che si appoggia sulle lapidi dei morti, vecchi e bambini, del cimitero di Col San Giusto, nel territorio dove “ti seppelliscono in piedi per non togliere posto al Prosecco”.

Un giallo, godibile e di contenuto. Il film è stato realizzato grazie con il sostengo della Camera di Commercio di Treviso e della Film Commission e del del Consorzio di promozione turistica della Marca Trevigiana e sarà ambasciatore del Veneto e del suo ambiente naturale in Italia. Dopo la presentazione alla Festa di Roma il 30 ottobre, sarà nelle sale dal 31. Il 27 alle 21, anteprima all’Astra di Padova, con la partecipazione del regista e di Roberto Citran.

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