Missione internazionale, di pace

Julia e Taurinense, le due brigate rimaste, oggi impegnate al fianco delle forze di coalizione
Una foto d'archivio mostra una pattuglia degli alpini durante un'operazione condotta dai militari italiani nell'area di Farah in Afghanistan. Pattuglia Lince in osservazione - Afghanistan: arrestati 5 insorti in operazione degli Alpini con le forze di sicurezza afgane ANSA
Una foto d'archivio mostra una pattuglia degli alpini durante un'operazione condotta dai militari italiani nell'area di Farah in Afghanistan. Pattuglia Lince in osservazione - Afghanistan: arrestati 5 insorti in operazione degli Alpini con le forze di sicurezza afgane ANSA

Nati come truppe di montagna con lo scopo di difendere i confini nazionali sulle Alpi, il corpo degli alpini ha invece, nella sua storia, combattuto anche in terre lontane, impiegato nelle guerre coloniali e nelle guerre mondiali. In Eritrea nel 1888, in Libia nel 1911 contro l'impero ottomano, nel 1934 in Etiopia, nel 1939 in Albania, nel 1940 in Grecia, nel 1942 in Russia. Dal dopoguerra bisognerà attendere fino al 1992 per vedere ancora le penne nere svettare all'estero, in missioni di pace questa volta, a cominciare nel 1982 e ’83 nel Libano. Uscite che si sono ripetute nel Kurdistan iracheno nel 1990, nel 1993 e 94 in Mozambico, in Albania nel 1993, 97 e 99, in Bosnia 1997 e 98, in Kosovo nel 1999. Poi l'Afghanistan dal 2002, dove gli uomini della Julia e Taurinese, le ultime due brigate alpine rimaste, si turnano con le altre brigate italiane a fianco delle forze di coalizione internazionale in attività di presidio del territorio e mantenimento di zone di sicurezza dopo la cacciata dei talebani, per il ripristino di un governo afgano legittimo.

Ma una stabilità è ancora lungi dal divenire, e ancora oggi gli italiani sono lì, sul campo, ad addestrare le forze armate e di polizia del paese. Un territorio particolare quello afgano, dove su altopiani brulli si innestano di colpo catene montuose, luoghi dove gli alpini mettono a frutto le loro abilità e il loro addestramento. Ma anche la loro grande umanità. La cooperazione civile e militare lavora continuamente con i locali per portare aiuti umanitari nei villaggi, costruire presidi ospedalieri e scuole, dove far studiare bambini e le bambine soprattutto, ostracizzate dall'educazione durante l'occupazione dei talebani. L'obiettivo è migliorare la condizione femminile, consapevoli che il paese può funzionare solo se non è oppressa la sua metà migliore. E anche se adesso la situazione nel paese si è fatta di nuovo critica, si è certi che il seme portato con il lavoro dei nostri militari, darà i suoi frutti con il tempo.

La brigata Julia è di stanza a Udine, con reparti dislocati in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige mentre la Taurinense ha sede a Torino con reggimenti in Piemonte e i Abruzzo. Entrambe dipendono dal Comando Truppe alpine di Bolzano, attualmente comandato dal generale di Corpo d'Armata Federico Bonato. Dal Comalp dipende la Divisione Tridentina, con il reparto comando e supporti tattici a cui appartiene il 4° reggimento ranger, corpo d'élite per operazioni speciali. Dipende anche il Centro addestramento alpino di Aosta, la scuola militare, dove si prepara personale italiano e straniero, soprattutto dal punto di vista sportivo agonistico. Ogni anno infatti in inverno vengono indetti i CaSTA, campionati sciistici delle truppe alpine, dove si sfidano i migliori reparti alpini e stranieri. Gli alpini sono un'eccellenza, tanto che Enea nelle sue campagne scientifiche in Antartide, cerca e predilige personale specialistico proprio tra gli alpini.

(l.z.)

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