Selfie sui binari a Treviso, ragazza di 17 anni fermata dalla polizia

I poliziotti hanno trovato una ragazza di 17 anni allo scalo motta. Le hanno chiesto perché si trovasse in quel luogo: ha risposto che le piaceva il posto e si poteva stare in tranquillità.  Inoltre la giovane ha ammesso che era solita andar lì per farsi selfie. 
TREVISO. Nella tarda mattinata  di lunedì 20 marzo, gli agenti della Sottosezione Polizia Ferroviaria di Treviso sono stati allertati dal macchinista di un treno che aveva notato una ragazza vicina ai binari della linea Treviso-Spresiano.
 
Giunti sul posto, allo scalo motta, i poliziotti hanno trovato una ragazza di 17 anni. Le hanno chiesto perché si trovasse in quel luogo: ha risposto che le piaceva il posto e si poteva stare in tranquillità.  Inoltre la giovane ha ammesso che era solita andar lì per farsi selfie. Alla ragazza è stato contestato di essersi introdotta in area delle ferrovie dello Stato senza autorizzazioni ed inoltre è stata affidata alla madre in quanto minore.  
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Prima di congedarla, i poliziotti hanno ribadito l’ importanza  di evitare ogni censurabile e pericolosa condotta nell’ambiente ferroviario, sottolineando come sia essenziale per l’ incolumità e la sicurezza osservare sempre le basilari norme comportamentali come, per l’appunto, non oltrepassare mai la linea gialla di sicurezza, il servirsi degli opportuni sottopassi per recarsi da un binario all’altro, il non attraversare i passaggi a livello quando le sbarre sono abbassate e non tenere costantemente sulle orecchie  le cuffie per ascoltare la musica, in quanto elemento di grande distrazione.
 
La Specialità Ferroviaria della Polizia di Stato, già da alcuni anni, si sta adoperando a veicolare il messaggio della sicurezza nell’ambiente ferroviario tra i giovani grazie al progetto “Train to be cool” (dove “train” è usato nella doppia accezione di “treno” e di “allenarsi”, “formarsi”, “educarsi” per essere “cool”), in collaborazione con il Miur ed il supporto scientifico della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università degli studi di Roma – La Sapienza, che vede il personale Polfer impegnato ad incontrare i ragazzi di varie Scuole Secondarie di Primo e Secondo grado, anche al fine di sensibilizzarli sull’importanza di osservare le basilari norme comportamentali per la propria ed altrui incolumità.

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