Gay Pride, ecco il percorso La sfilata evita il Duomo

TREVISO. Mancava solo la mappa della sfilata arcobaleno per chiudere il cerchio dell’organizzazione del Treviso Pride, la manifestazione dell’orgoglio omosessuale che nel capoluogo sta dando spazio ad eventi, rassegne e incontri. Il piano è stato presentato in via ufficiale alcuni giorni fa al Comune e reso noto solo ora. La parata del 18 giugno partirà dalla stazione dei treni alle 15.30 per arrivare in piazzale Burchiellati dopo aver attraversato buona parte della zona ovest del centro storico. Le bandiere, i costumi, la musica e gli striscioni infatti non sfileranno nè sotto le finestre del vescovado in piazza Duomo, nè in Calmaggiore o Piazza dei Signori, luoghi chiave della città e proprio per questo diventati in un certo qual modo limiti invalicabili.
IL PERCORSO. La definizione del percorso del corteo è stata fin da subito uno degli elementi chiave per il via libera alla manifestazione organizzata dal coordinamento Lgbte. Tanti i limiti imposti fin da subito dall’ala più cattolica del Pd e i dubbi espressi a più riprese dagli schieramenti centristi interni alla maggioranza. Gli stessi che hanno tenuto banco nel dibattito sulla concessione del patrocinio. Giorni di confronto terminati con l’approvazione del sostegno alla parata arcobaleno e agli eventi collaterali con la richiesta esplicita di «sobrietà» fatta dal sindaco Giovanni Manildo. «Chi sgarra, paga» hanno tenuto a precisare in comune, mettendo subito in chiaro di non aver intenzione di assistere a «pagliacciate», esibizioni «estreme» o poco rispettose del decoro.

ACCORDO CON IL COMUNE. Organizzazione e Comune si sono ritrovati d’accordo su tutta la linea, ma la quadratura doveva essere data dal percorso del corteo, il tassello che ancora mancava. Gli organizzatori avrebbero voluto il palco nel centro città facendo ciò che fanno tanti altri cortei politici e pure (in massima parte) i carri mascherati: sfilare in Piazza dei Signori e in Calmaggiore, o approfittare del grande piazzale del Duomo. Ma proprio al Duomo si sono sollevate le barricate del fronte cattolico, contrario al passaggio del corteo dell’orgoglio omosessuale sotto le finestre del vescovo. Alla fine gli organizzatori hanno deciso per l’ipotesi più fattibile e capace di alimentare il minor scontro politico possibile. In fin dei conti – forse – il risultato era già stato “portato a casa” con il patrocinio e l’approvazione del maxi evento.
IL CORTEO. Il corteo del 18 giugno quindi, dopo la partenza dalla stazione, sfilerà in viale Cadorna, in piazza Vittoria e via D’Annunzio; da lì proseguirà diretto alle mura di Treviso che raggiungerà da via Caccianiga e costeggerà fino ad arrivare a Porta San Tomaso per la chiusura. In rete gli organizzatori stanno lanciando un tam tam alla ricerca di sponsor, ma soprattutto di sostegno e partecipazione all’evento che vorrebbe portare a Treviso non solo i sostenitori locali della filosofia “inclusiva”, ma anche organizzazioni di altre province italiane.

I SELFIE. Tanti i volti che si sono immortalati nei “selfie” pubblicati su facebook con il trevigianissimo motto della manifestazione: «Signore e signori, ci siamo». Dagli organizzatori alle drag queen, dagli amici ai genitori. C’è di tutto. Ma ci sarà di tutto? E soprattutto, quanti saranno i partecipanti al corteo del 18 giugno? Come detto, portare a Treviso quante più persone possibili è la sfida, ma ad oggi non vi sono cifre ufficiali o ufficiose. L’unico numero dell’evento è quello dato dalle persone che lo seguono, e lo attendono sul social network di riferimento – facebook – dove passa gran parte della comunicazione. E si tratta di 2000 persone. Di sicuro, a Treviso, lungo il percorso del corteo ci saranno tantissimi curiosi.
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