La villetta con vista impalcature

MOGLIANO. Villetta con vista impalcature, casermoni di cemento, gru, reti rosse di cantiere e pozzi. Se avessero letto un annuncio del genere i residenti di via Canova e dintorni, con tutta probabilità, se ne sarebbero stati bene alla larga da Zerman. Da quasi tre anni, il centro della frazione moglianese, è infatti protagonista dell'ennesimo incompiuto edilizio del nostro territorio. Era un progetto ambizioso quello avviato a metà anni duemila per ripopolare l'area centrale. Chiuso il lotto relativo al famoso "ecomostro", opera di grande impatto nei confronti della facciata della chiesa di Sant'Elena Imperatrice, si è aperta una seconda lottizzazione: due file di condomini a due piani con corte interna per un totale di 40 appartamenti in via Canova. Il tempo di aprire il cantiere, mettersi al lavoro erigere le strutture fondamentali e chiudere pure qualche preliminare non è bastato a scongiurare l'implacabile crisi. Le linee di credito sono state chiuse, la cooperativa Elios 2 rischia il fallimento e rimane solo un grande cantiere a cielo aperto. Nel frattempo sono arrivati anche i ladri, le piogge, gli inverni: i primi hanno sottratto materie prime e attrezzi, le seconde creano allagamenti e lasciano ad ogni temporale col fiato sospeso i vicini, timorosi di eventuali cedimenti, da parte delle impalcature e della gru. Poteva andare peggio? Se lo si chiede al titolare dell'osteria Da Arturo, forse risponde di sì. La fine del suo ampliamento immobiliare, nel 2009 ha coinciso con l'apertura del nuovo adiacente cantiere: l'incompiuto gli impedisce l'accesso sul retro, ed è costretto a sfruttare ogni giorno l'ingresso dal suo locale. «Il comune ha stipulato una convenzione con la cooperativa Elios 2, senza dare nessuna priorità alla opere pubbliche o ad uso pubblico» segnalano i residenti «e quindi subiamo un doppio disagio». «È una situazione di cui auspichiamo una soluzione, bisognerebbe darsi una mossa» commenta Bruno Cillotto dell'associazione di quartiere «Forse bisognava pensarci prima. Per quanto sappiamo l'impresa Severin che stava eseguendo i lavori, avanza quasi 2 milioni di euro, ha già pagato i fornitori ed è molto esposta con le banche. È normale che in queste condizioni non prosegua i lavori, si tratta di un intervento sbagliato nel posto sbagliato». (ma.m.)
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








