Crac Ape, assolto Alex Valle ma condannata la madre

REFRONTOLO. Alex Valle, figlio del pilota cinquantaduenne di Villorba Fabio, è stato assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di aver omesso versamenti Iva e indebite compensazioni per un...
Guido Lio
Guido Lio

REFRONTOLO. Alex Valle, figlio del pilota cinquantaduenne di Villorba Fabio, è stato assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di aver omesso versamenti Iva e indebite compensazioni per un milione di euro mentre è stato dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione per le presunte dichiarazioni infedeli relative agli anni d’imposta 2005, 2006, 2007. Il tribunale ha invece condannato a due anni Sonia Boscaratto, mamma di Alex Valle, mentre per la nonna Wilma Rizzo è stato dichiarato il non doversi procedere per la morte dell’imputato. Alex Valle era a processo per dichiarazione infedele e omesso versamento dell’Iva, relativo all'amministrazione della società Ape di Refrontolo, negli anni 2005, 2006 e 2007. Insieme alla madre e alla nonna, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Treviso, avrebbe utilizzato alcune società del gruppo Valle (dalla Ape di Refrontolo alla Mobile Products) per creare crediti Iva al fine di coprire costi contributivi: una somma che complessivamente superava, secondo i calcoli degli inquirenti, i cinque milioni di euro. Sonia Boscaratto doveva rispondere con Alex Valle di reati fiscali, dalla dichiarazione infedele all’omessa dichiarazione fino al mancato versamento dell’Iva. Nel mirino della Procura di Treviso erano finite ancora una volta le società del gruppo Valle, prima su tutte la Ape di Refrontolo, il cui crac è finito a sua volta al centro di un processo terminato con la condanna di Bruno Campeol per il reato di bancarotta. Alex Valle risultava essere il predecessore di Campeol, imprenditore al centro di una serie di crac, che si è suicidato ai Caraibi nel mese di luglio 2015. Era stato lo stesso Campeol, pochi mesi dopo aver preso in mano le redini della Ape, ad aver denunciato la scomparsa della contabilità. E da quella segnalazione era partito l’accertamento fiscale, che, secondo la difesa, si basava esclusivamente su elementi di tipo induttivo, visto che mancava la documentazione contabile. Secondo la difesa infatti, l’Agenzia delle Entrate, in assenza di carte, aveva presupposto che le fatture emesse non fossero rivolte all’estero (quindi senza pagamento dell’Iva), ma in Italia. Ed ecco che sarebbero emersi gli ammanchi nei versamenti e i problemi di contabilità che venivano contestati ad Alex Valle, alla madre e anche alla nonna.

Giorgio Barbieri

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