Stupro nel night club, prende sette anni

ISTRANA. Sette anni per violenza sessuale. Marcello de Marchi, 47 anni, di Istrana gestore del night club “Sibilla” di Pederobba, è stato condannato ieri per aver violentato una ventenne che lavorava nel locale.
De Marchi era finito a processo assieme a Hysni Disha, 34 anni, albanese di Durazzo e residente a Povegliano, e Zudi Dautoski, 42 anni, macedone di Dehar residente a Bassano del Grappa, accusati a vario titolo di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: i due stranieri sono stati assolti.
I fatti contestati risalgono al 2004. A rallentare l’inizio del processo è stato un conflitto di competenze territoriali tra il tribunale di Treviso e quello di Tolmezzo (poi accorpato a Udine), con due pronunce della Corte costituzionale per capire dove dovessero essere processati gli imputati. Alla fine il fascicolo è stato scorporato: a Treviso gli imputati verranno giudicati i reati di sfruttamento della prostituzione e di violenza sessuale (dove, secondo l’accusa, si sarebbero consumati). Nello specifico De Marchi e Dautoski erano accusati di sfruttamento della prostituzione per aver reclutato - secondo la Procura - due ragazze romene (all’epoca dei fatti avevano 20 e 23 anni) per farle prostituire all’interno del night club «Sibilla» di Cornuda. Il primo in qualità di gestore del locale, il secondo in qualità di intermediario, avrebbero regolato il flusso dei clienti e si sarebbero fatti consegnare somme che oscillavano attorno ai cento euro a prestazione.
De Marchi è anche accusato di violenza sessuale: in un’occasione, secondo la Procura, avrebbe immobilizzato una ragazza e l’avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale completo. Il reato è stato commesso a maggio del 2004, e ieri per De Marchi è arrivata la condanna a sette anni di reclusione. L’avvocatessa che difende il gestore del night club, Ivana Taschin, ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso in Corte d’appello contro questa sentenza di primo grado emessa dal collegio dei giudici del tribunale di Treviso. Anche Disha era accusato di un episodio di violenza sessuale nei confronti di un’altra ragazza, circostanza che non ha trovato riscontro a processo, da qui l’assoluzione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








