Pfas, caccia al pozzo inquinato a Farra

Il caso in Consiglio. Il sindaco tranquillizza. «L’acquedotto è perfetto», ma ancora il Comune non sa dove sia l’artesiano
Doro Col San Martino uomo morto sotto il trattore il sindaco di Farra Giuseppe Nadal
Doro Col San Martino uomo morto sotto il trattore il sindaco di Farra Giuseppe Nadal

FARRA DI SOLIGO. Pozzi privati al setaccio per capire quanti sono contaminati dai Pfas, sostanze perfluoro cloridriche molto pericolose per la salute. A Farra l'allarme è scattato esattamente una settimana fa, quando i rilevamenti effettuati da Arpav (su campioni d'acqua prelevati due anni fa) avevano acceso una spia d'allarme relativamente a un singolo pozzo, nel quale erano stati riscontrati tra 101 e 63 nanogrammi di Pfas, numero al di sopra della soglia di attenzione. Il Comune assicura che il problema non ha mai riguardato i pozzi pubblici e l'acquedotto comunale, e sta indagando sulle cause dell'inquinamento di quel singolo sito. I cittadini, però, sono preoccupati dopo aver visto quanto sta accadendo nel Vicentino, dove è partito lo scandalo, dove i numeri relativi ai Pfas sono ben più inquietanti, e tracce di sostanze tossiche sono state trovate nel sangue dei residenti che si sono sottoposti ai test. Le telefonate al municipio di Farra sono fioccate numerose sette giorni fa, e oggi arriva anche un'interpellanza firmata dal gruppo di minoranza Farra Bene Comune, che chiede dati certi all'amministrazione: «Per evitare inutili allarmismi, ma anche pericolose sottovalutazioni, riteniamo sia necessario agire con trasparenza per dare risposte alla cittadinanza allarmata dalla notizia» scrivono Francesca Zabotti e Federico Amianti. «Pertanto, viste le competenze del sindaco in materia di igiene e pubblica sicurezza, e per dare maggior informazione possibile ai cittadini, chiediamo quando e dove l'Arpav abbia effettuato i prelievi da cui è scaturito l'allarme, quali valori siano stati riscontrati, se da tale situazione possa derivare un pericolo per la salute pubblica, a quali cause sia ascrivibile la presenza registrata di Pfas nelle acque di falda, come l'amministrazione intenda procedere per tutelare la salute dei cittadini e come intenda procedere per tenerli informati sul problema». A molte di queste domande la risposta non c'è ancora (lo stesso Comune non è stato informato su quale sia il pozzo privato inquinato), ma sulle più importanti interviene il primo cittadino, Giuseppe Nardi: «Nel nostro acquedotto l'acqua è perfetta. Abbiamo due casette dell'acqua, una a Farra e una a Soligo, nelle quali i controlli avvengono con cadenza settimanale, mentre la rete dell'acquedotto è controllata tramite prelievi ogni mese da Ats. I dati ci vengono spediti sempre, e non abbiamo mai riscontrato problemi. Ciò non significa che abbasseremo la guardia». I cittadini, ha ripetuto il sindaco, possono dormire sonni tranquilli, e soprattutto possono continuare a bere dal rubinetto di casa. L'inquinamento accertato è rimasto infatti confinato all'interno del pozzo privato, e in caso di sostanze tossiche nella rete idrica pubblica il municipio sarebbe il primo a informare i cittadini.

Andrea De Polo

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