«Nuovo tempio aperto a tutti i credo»

SARMEDE. Gli ortodossi traslocano. La nuova chiesa che sarà edificata al posto del tempio andato a fuoco nel 2013, sorgerà in una nuova area e si trasformerà in un centro di spiritualità aperto a tutti, anche ai non credenti. «Finiti i tempi in cui c'era competizione con la chiesa cattolica», spiega l'archimandrita Athenagoras Fasiolo. Il nuovo edificio di culto, infatti, non sorgerà più a Borgo Gava, appena a valle della chiesa parrocchiale, ma in un'area più ampia sopra l'abitato di Montaner, non lontano dall'asilo.
«Il luogo è stato individuato, stiamo solo aspettando il via libera della Regione», fa sapere il capo degli ortodossi, «costruiremo chiesa, monastero e alloggi per i pellegrini». Il progetto vuole la massima salvaguardia dell'ambiente, con un occhio di attenzione anche alla capacità di attrazione turistica che il nuovo complesso potrà esercitare, vista la sua vocazione aperta a tutti, indipendentemente dalla propria fede. «Sarà un'oasi di pace e tranquillità», aggiunge Fasiolo, «ma anche un luogo per riscoprire la storia dell'Italia nord orientale attraverso i Santi dei primi secoli. Una tradizione così ricca ma che purtroppo è stata dimenticata». A Montaner è già arrivato un noto architetto dalla Grecia, esperto della materia, che collaborerà con altri due architetti, tra cui Larry Pizzol, sindaco di Sarmede, per la costruzione del centro. La raccolta fondi per la costruzione di chiesa e monastero era stata lanciata subito dopo l'incendio di tre anni fa e per questo era stato costituito il sodalizio "Amici del Monastero di Santa Barbara". La colletta era stata denominata "dieci euro per un mattone". Per ricostruire la nuova basilica servirebbero 150 mila mattoni.
«Recentemente è stato chiesto alla Cei di realizzare una raccolta fondi nelle parrocchie cattoliche italiane», rivela l'archimandrita. «La proposta è passata attraverso la nostra diocesi con la benedizione del patriarca ecumenico Bartolomeo, e questo perché il progetto è all'insegna dell'ecumenismo». Il sito dove sorgeva la vecchia chiesa coinvolta nell'incendio è stato scartato, prima di tutto per alcune difficoltà di ordine geologico. Si tratta, infatti, di una zona ricca d' acqua, a rischio frane, che avrebbe richiesto investimenti insostenibili per consolidare le fondamenta. «La cosa più importante che vorrei dire», conclude Fasiolo, «è che non siamo più in competizione con la chiesa cattolica. Ora che si è aperto il panorama davanti alla chiesa parrocchiale di Montaner non sarebbe stato bello ricostruirvi davanti una chiesa ortodossa».
La chiesa ortodossa e il monastero di Santa Barbara sono andati distrutti in un incendio, nel 2013, con il ricco corredo di icone ed opere d’arte. Oggi le cerimonie si svolgono nella chiesa cattolica, gentilmente concessa dalla parrocchia.
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