«Pieve ha dimenticato i morti» Scintille tra Bernardi e Soldan

REFRONTOLO. Scintille fra il Comune di Pieve di Soligo e gli organizzatori della Festa dei Omi del 2 agosto 2014 al Molinetto della Croda. Gli avvisi di garanzia recapitati a quattro persone nell'indagine della Procura hanno portato allo scoperto una polemica che si trascinava dal giorno successivo alla tragedia. Da una parte Maurizio Bernardi e alcuni degli "Omi", secondo i quali è stata insufficiente l'assistenza (anche, ma non solo, economica) fornita dai Comuni alle famiglie delle vittime e dei feriti. Dall'altra l'amministrazione comunale pievigina, mai tenera nei confronti dei partecipanti a quella festa, che oggi, nelle parole del sindaco Stefano Soldan, dice di aver fatto tutto il possibile per le famiglie delle vittime. A innescare la replica del sindaco sono state le parole pronunciate da Maurizio Bernardi sabato sera, giorno della protesta muta della Pro Loco di Refrontolo, il cui presidente Valter Scapol è uno degli indagati. «I Comuni hanno trovato i soldi per sistemare strade, ponti e fiumi» aveva detto Bernardi, ripetendo un concetto già espresso più volte in questi mesi «ma alle famiglie delle vittime e ai feriti non è mai andato nemmeno un euro. Per questo motivo comprendo le ragioni della famiglia di Luciano Stella, morto nella tragedia, che ha dato il via a una causa civile per il risarcimento dei danni». Per la prima volta sul tema è intervenuto quindi il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan. Pieve di Soligo è il Comune di due dei feriti più gravi del 2 agosto e di una delle vittime, Luciano Stella. «Una amministrazione risponde dei danni provocati da una tragedia solo quando ha delle responsabilità in essa» risponde da parte sua Stefano Soldan «io ho la responsabilità di 12.106 abitanti di Pieve di Soligo, non possiamo intervenire ogni qualvolta qualcuno si faccia male, anche senza negligenze da parte del Comune. Nel caso specifico del Molinetto, c'è stata anche la scarsa percezione del pericolo da parte di qualcuno. Chi si è mosso con la magistratura ha percorso l'unica strada possibile: saranno i giudici a dire, semmai, se il Comune di Pieve di Soligo poteva o doveva fare qualcosa in più». Il sindaco Soldan ha ricordato anche la raccolta fondi, assieme al Comune di Refrontolo e alla Provincia di Treviso, per le famiglie delle vittime: gli assegni sono stati poi consegnati alle persone interessate durante una cerimonia in municipio a Refrontolo. «Tutte le altre polemiche sono strumentali» conclude Soldan «se abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, ce lo dirà la magistratura». I rapporti fra il gruppo di Bernardi (che è anche consigliere comunale di opposizione) e l'amministrazione pievigina sono sempre stati decisamente tesi, dopo la tragedia del 2 agosto: all'organizzatore della Festa dei Omi non era andato giù, per esempio, il convegno organizzato dall'assessore Roberto Menegon sulla percezione del pericolo, svoltosi pochi mesi dopo la tragedia. Quel convegno fu valutato da alcuni quasi come un atto di accusa, come una mancanza di rispetto nei confronti dei feriti: come se la colpa di tutto fosse da addossarsi ai partecipanti che erano rimasti dentro il tendone vedendo l'acqua alzarsi per effetto dell’esondazione del Lierza. A farsi sentire, nei mesi successivi, erano stati anche alcuni abitanti di Pieve di Soligo, Refrontolo, Cison e Tarzo che nella notte del 2 agosto avevano subìto danni importanti alle proprie abitazioni: dopo un rimpallo di responsabilità fra Regione e governo, anche in questo caso non è mai arrivato nemmeno un euro di risarcimento.
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