Povegliano, I furti sono un ricordo col controllo del vicinato

POVEGLIANO. Furto a Santandrà, intrusione in un'abitazione di Povegliano, spaccata a Camalò. Un ritornello pressoché quotidiano, almeno fino a novembre, ovvero fino a quando ha preso il via il controllo di vicinato. «Da quel giorno non c'è stato nemmeno un furto», esulta il sindaco Rino Manzan. Povegliano ha trovato dunque la propria risposta all'emergenza microcriminalità che attanaglia ormai da anni tutta la Marca. In tempi in cui le forze dell'ordine devono vedersela con un personale ai minimi storici e i Comuni di risorse da impiegare per assumere più vigili o pagare privati che ne facciano le veci (anni fa la prima risposta, fallimentare, da parte di tutti i Comuni furono proprio i vigilantes), a risolversi i problemi sono i cittadini stessi.
Il controllo di vicinato in alcune parti d'Italia è stato istituzionalizzato, nel veneziano molti Comuni hanno accordi firmati con la prefettura, e organizzazioni precise. A Povegliano il sistema è un po' diverso. C'è un accordo sperimentale con la prefettura, ma il servizio è maggiormente lasciato all'autogestione. Tanto che gli adesivi del controllo di vicinato li ha stampati, a spese proprie, il sindaco. «Sono centinaia i cittadini che hanno aderito», ha spiegato Manzan, «oggi non c'è via o quartiere che non ha i suoi controllori». I cittadini sono organizzati con Whatsapp, con cui segnalano ogni movimento sospetto. Perlopiù vigilano semplicemente stando a casa e dando un'occhio a ciò che li circonda, o durante gli spostamenti quotidiani: quando vanno a fare la spesa, quando lavorano, o quando escono per una passeggiata.
Con una rete formata da migliaia di occhi, di movimenti che possono passare inosservati non ce ne sono molti. Solo qualche tentativo di truffa, da parte di sedicenti associazioni di beneficenza è andato in porto. Sabato alcuni residenti hanno notato un furgone sospetto aggirarsi a Santandrà, le persone che si trovavano all'interno fermavano il mezzo di fronte alle abitazioni e le fotografavano. Si è scatenato il passaparola, i residenti hanno a loro volta fotografato il furgone. Chi era al volante se n'è accorto ed è scappato a tutta velocità. Ma ormai l'alert era scattato, e vigili e carabinieri sono già in possesso delle foto del furgone con la targa ben visibile.
Ma è solo l'ultimo di decine di episodi che hanno visto il controllo di vicinato mettere in fuga possibili malintenzionati. «L'importanza di questo servizio», conclude il sindaco Rino Manzan, «non è solo il risultato in termini di sicurezza, ma il fatto che dei cittadini si stiano impegnando tanto per la loro comunità. Questo infonde fiducia, e sviluppa il senso civico anche tra chi magari è meno sensibile».
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