Addio a Ferruccio Danesin, il “re” della gastronomia

TREVISO. La Treviso “storica” perde un altro dei suoi personaggi più noti. È infatti mancato ieri Ferruccio Danesin, capostipite della gastronomia in Corso del Popolo, aperta dal padre Luigi nell’aprile del 1930 in quello che all’epoca si chiamava Corso Vittorio Emanuele. Nel primo dopoguerra lo affiancò appunto il figlio Ferruccio, che, dopo gli anni di “gavetta e bancone”, prenderà in mano le redini della bottega durante gli anni del boom economico per ricercare e proporre specialità e prodotti più “moderni”, consoni al cambio di gusti e di consumi a tavola.
Fu Ferruccio Danesin (fratello di Luciano, storico esponente della Dc trevigiana) a proporre alla clientela che esigeva nuovi sapori il tartufo d’Alba, il caviale fresco iraniano ed i formaggi francesi, allora una vera rarità in una provincia che si stava emancipando, grazie alle crescenti risorse economiche, sul piano enogastronomico. Ferruccio Danesin (che lascia la moglie Caterina) è stato a lungo il punto di riferimento della centralissima gastronomia, nota anche ben oltre i confini cittadini, soprattutto per le pizzette al taglio da mangiare anche a “passeggio”, che hanno attirato schiere di buongustai. Oggi la bottega di famiglia è guidata da Andrea, figlio di Ferruccio e terza generazione dietro al bancone.

Nell’ottobre del 2013 era scomparsa Bianca, sorella di Ferruccio Danesin, vedova di Gino Davanzo, storico fornaio di San Liberale. Quindi nel novembre del 2014 se ne era andato all’età di 102 anni anche Guido, fratello del fondatore e zio di Ferruccio. Era il patriarca del ramo della famiglia che si era trasferita negli anni ‘40 a Mogliano, aprendo un altro negozio di generi alimentari.
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