I conti con la dura realtà A Resana neanche l’adsl

Se Treviso può navigare su internet con il vento in poppa (almeno nell’80 per cento del suo territorio) per gli altri centri della Marca non è così. Conegliano, Montebelluna e Castelfranco debbono...
Di Davide Nordio
Agostini Treviso nuova centralina telecom via gaicomelli
Agostini Treviso nuova centralina telecom via gaicomelli

Se Treviso può navigare su internet con il vento in poppa (almeno nell’80 per cento del suo territorio) per gli altri centri della Marca non è così. Conegliano, Montebelluna e Castelfranco debbono accontentarsi di una velocità alquanto ridotta, da 2 a 20 megabit: insomma il minimo sindacale, con profonde differenze tra le diverse aree.

Per il professor Daniele Pauletto, digital champion castellano per conto dell’Agenzia Italia Digitale, rimane da coprire un divario decisamente ampio: «Ed è importante farlo in breve tempo. L’innovazione è ormai imprenscindibile da una adeguata velocità delle connessioni internet. Se a Treviso la situazione non è male, anzi, in altre città della provincia siamo al palo. Soprattutto in riferimento ad altre situazioni in Europa, dove anche centri di minore importanza possono contare su velocità almeno doppie a quelle delle nostre città con una importante presenza industriale».

Telecom ha annunciato un piano che porterà la banda ultra larga in tutta la provincia entro il 2015 e cosi pure il Governo. Fattibile? «Sarebbe un risultato importante», dice Pauletto, «Ma bisogna fare i conti con la realtà. E con le decisioni ministeriali. Sono previste quattro tappe, definite cluster, a seconda della priorità in cui si interverrà sulla banda ultra larga, per capirci da 30 a 100 megabit, quindi con una velocità minima già superiore a quella massima riscontrata al di fuori del capoluogo di provincia. Nella fascia A troviamo le grandi città, a seguire i capoluoghi di provincia molto popolati. Treviso probabilmente sarà tra questi. Per altri centri, come Castelfranco, Montebelluna e Conegliano, si spera possano entrare nel cluster C che riguarda 2.600 comuni ancora da definire dove la velocità sarà da 2 a 100 megabit. Nel resto si interverrà per assicurare una velocità da 2 a 30 megabit».

Rimarranno comunque delle zone dove la velocità non sarà ancora eccellente. In alcune località della Marca, ad esempio Resana, non arriva ancora l'Adsl, altro che la banda ultra larga. «Probabilmente sarà necessario provvedere in proprio, come fanno già molte aziende con il wireless oppure con il 4G», spiega Pauletto, «Una soluzione che potrebbe essere adottata a livello comunale, il wifi pubblico free (gratuito) ci sono già degli esempi molto validi sul territorio. Ritengo che in questo modo potremmo accorciare molto prima il divario esistente, determinato dal fatto che abbiamo una rete telefonica abbastanza obsoleta, ancora basata sul cavo di rame e non sulla fibra ottica».

Oltre alla velocità di connessione, un digital champion monitora la digitalizzazione generale della sua area di competenza. A Castelfranco, ad esempio, com’è la situazione? «Per quanto riguarda il wi-fi comunale la qualità è discreta ma purtroppo disponibile solo in aree alquanto limitate del centro», spiega Pauletto, «Circa le informazioni ai cittadini sul web, il sito istituzionale del municipio è ricco di informazioni, tuttavia necessiterebbe di un restyling per renderle più facilmente disponibili: è un sito ancora “1.0”. Latita invece da parte dell’ente pubblico l’attività di formazione digitale verso i cittadini per consentire l’accesso ai nuovi servizi: a questo ha supplito il mondo della scuola o altri enti, anche nei confronti di assoluti principianti informatici. È un argomento importante: il livello di digitalizzazione e quindi di competitività non si misura solo in velocità di connessione, che comunque è fondamentale, ma anche nella capacità di interagire con le nuove tecnologie».

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