Radiazioni, nuova causa all’Usl 9

Indennità per le radiazioni dovute ad analisi e radiografie. A rilanciare la battaglia sono gli stessi tre medici del Ca’Foncello di Treviso che tre anni fa trascinarono in tribunale l’Ulss9 chiedendo più ferie e maggiore stipendio per «ripagare» il rischio di radiazioni ionizzanti a cui sarebbero esposti durante il lavoro.
Sono professionisti dell’'equipe di ortopedia e traumatologia, che hanno deciso di rilanciare la battaglia innescata nel 2012 e finita con la bocciatura da parte del tribunale del Lavoro che ha stroncato il ricorso e dato ragione all’azienda sanitaria.
I ricorso, ancora una volta davanti al tribunale di Treviso, e ancora una volta contro l’azienda sanitaria, vuole ottenere dal giudice «l'indennità di rischio radiologico nella misura massima prevista dalla legge» ovvero per circa 103 euro al mese, più il congedo aggiuntivo di 15 giorni l'anno da computarsi come ferie biologiche. In sostanza i tre medici chiedono all'Usl 9 più soldi e più ferie, esattamente come fecero nel ricorso precedente ben consci – secondo loro – di avere la giustizia dalla loro parte. Ovviamente diversa l’opinione dell’Ulss9 che proprio facendo valere la sentenza emessa dal tribunale nell’ottobre 2012 ha deciso di costituirsi di nuovo in giudizio affidando la causa allo stesso avvocato che la assistette tre ani fa: Maurizio Jacobi. «Le richieste avanzate dai medici appaiono totalmente infondate», sottolinea la direzione dell’azienda sanitaria nell’atto che dà mandato legale all’avvocato. Resta da capire se stavolta il tribunale del lavoro deciderà diversamente da quanto fatto negli anni passati. In tal caso ai medici dovrà essere conteggiata e liquidata l’indennità anche per gli anni precedenti. Una somma pari ad alcune decine di migliaia di euro.
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