"Sicurezza, a Treviso non serve l'esercito"

Impiegare l'esercito per garantire la sicurezza: Ca' Sugana boccia la richiesta inviata un mese e mezzo fa dalla prefettura di Treviso al ministero dell'Interno. Una richiesta firmata dal prefetto Maria Augusta Marrosu a seguito di uno dei tanti vertici per l'ordine pubblico, a fronte dell'escalation di furti e rapine sul territorio ma anche della richiesta di alcuni primi cittadini. Una richiesta che ad oggi non ha però avuto alcuna risposta dal ministero, che pare propenso a inviare semmai contingenti in zone più a rischio rispetto alla Marca.
Una richiesta che stona, a fronte delle ultime statistiche sui reati consumati in provincia stilati dalla questura, che registrano un costante calo dei "colpi". Anche se, soprattutto per quanto riguarda i furti nelle abitazioni, l'allarme è quotidiano, tanto che a Treviso, a Canizzano, sono partite le ronde dei residenti. Ma il vero problema non è tanto avere l'esercito nella Marca, come chiede anche il governatore del Veneto Luca Zaia; quanto poter potenziare gli organici di polizia, carabinieri e vigili urbani. Organici che, per il blocco delle assunzioni, sono anche vecchiottelli, quanto a età anagrafica.
Ma se non manca chi reclama, per la città e la provincia, l'esercito in strada c'è anche chi, come il Comune di Treviso, prende le distanze: «Escludo che la città abbia bisogno di pattuglie di militari per le strade per garantire la sicurezza. Una cosa sono i posti a rischio terrorismo, come l'aeroporto Canova, un'altra le vie del capoluogo». A parlare è il vicesindaco di Treviso Roberto Grigoletto. E la pensa allo stesso modo anche il senatore di Area Popolare Franco Conte, molto vicino al ministro Alfano: «È chiaro che, comunque, non si sta parlando di mettere i militari per strada per l'ordine pubblico, cosa assurda. Il ragionamento è casomai il seguente: mettere dei militari a vigilare sui siti a rischio terrorismo come aeroporti e stazioni, con presìdi fissi, per poter così liberare di questo compito i poliziotti e i carabinieri che oggi svolgono simili servizi, per poterli impiegarli così per la pubblica sicurezza e i pattugliamenti in strada. Ma i poliziotti e i carabinieri, non i militari: ci mancherebbe altro».
Resta il fatto: la prefettura di Treviso ha fatto richiesta di avere i militari nella Marca, e il governatore Zaia ha preso subito la palla al balzo commentando: «Ringrazio il prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu, che ha avuto la sensibilità verso i cittadini e il coraggio istituzionale che compete a un rappresentante dello Stato di parlare senza mezzi termini dell'emergenza criminalità e di chiedere al governo l'esercito. Dubito che l'ascolteranno, ma il suo intervento è significativo».
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