A Canale d’Agordo il centenario della nascita di Papa Luciani

VITTORIO VENETO. Saranno almeno ottocento i pellegrini di Vittorio Veneto e della diocesi che oggi pomeriggio, accompagnati dal vescovo Corrado Pizziolo, saliranno a Canale d’Agordo, il paese natale di papa Luciani, per omaggiarlo nel giorno del centesimo anniversario della nascita. La devozione è ormai popolare anche nel Vittoriese; Luciani vi trascorse 11 anni come vescovo, dal 1959. Oggi, tra l’altro, verrà depositata alla Congregazione vaticana per le cause dei santi una sintesi della “positio”, la documentazione che attesta le virtù praticate eroicamente da Luciani. Lo farà il postulatore, monsignor Enrico Dal Covolo che ieri, in un’intervista, ha sottolineato come Benedetto XVI vorrebbe procedere con una “corsia privilegiata” alla beatificazione di Luciani, ma che, in ogni caso, “ci vorranno ancora 4-5 anni per vedere Luciani agli onori degli altari». Il processo canonico è iniziato nel 2003 e si concluderà, pertanto, dopo circa 15 anni. Decisamente troppo, a sentire Luca Zaia, presidente della Regione, che, come la gran parte dei devoti del “papa del sorriso”, lo vorrebbe “santo subito”. Oggi, a Canale, proprio questa sarà la preghiera dei numerosi pellegrini vittoriesi, che alle 16 si raduneranno intorno alla casa natale di Luciani, che potrebbe presto diventare un museo, dove assisteranno ad una rievocazione e poi, in processione, si recheranno in chiesa per la messa, alle ore 16.30. Se il tempo sarà bello, la celebrazione avverrà all’esterno, perché l’arcipretrale di Agordo riesce a contenere poco più di 200 fedeli. Intanto si riparla della morte di Luciani. Dal Covolo ha ribadito ieri che è avvenuta per cause naturali: «Si è trattato di un collasso cardiocircolatorio», ha detto, sulla base delle testimonianze raccolte da lui stesso e dai collaboratori. Ed è ciò che ha sempre sostenuto anche il medico vittoriese Antonio Da Ros, che ha seguito Luciani da vescovo di Vittorio Veneto, da patriarca di Venezia e da papa. «Visitavo il papa, come di consuetudine, ogni settimana, anche da vescovo e da patriarca», ha testimoniato Da Ros nell’ultimo libro uscito “Giovanni paolo I. Il sorriso dell’umile”, edito da De Bastiani editore. Il motivo di queste visite così frequenti non era dato dalla salute, come dissero in molti, cagionevole. Erano normali controlli periodi della pressione e dello stato di salute generale». Da Ros ha visitato Luciani anche dopo l’udienza concessa dal pontefice il 3 settembre 1978, a pochi giorni dall’elezione. E’ la prima delle tre visite compiute da Da Ros durante i 33 giorni del più breve pontificato della storia. Luciani inizia l’udienza ai vittoriesi con una frase che è rimasta nella memoria di tutti i presenti, a cominciare da don Francesco Taffarel, oggi parroco di Tarzo e segretario del vescovo Luciani a Vittorio Veneto. «Non che io non abbia amato Venezia, ma Vittorio Veneto, sapete come si dice: il primo amore non si scorda mai».
Francesco Dal Mas
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