«Supercoppa in piazza? Non mi piace, ma è ok se ci fa tornare a giocare»

Monica De Gennaro, libero dell’Imoco Conegliano, verso la ripresa «Siamo attrezzate per vincere tutto, ma le avversarie non mancano» 

/ CONEGLIANO

Nella stagione che va ad iniziare, Monica De Gennaro taglierà altri traguardi da albo d’oro con la maglia dell’Imoco, che indosserà per l’ottava stagione consecutiva: toccherà le 300 presenze in gialloblù (adesso sono 269) e sfonderà il muro dei mille set giocati con Conegliano, obiettivo che già potrebbe raggiungere in occasione della Supercoppa del 5 e 6 settembre (finora è entrata nelle rotazioni 995 volte). Da veterana della squadra e con la schiettezza che la contraddistingue, ha ben chiaro quali siano i valori in campo. «Noi siamo sicuramente una delle squadre più forti, ma non dimentichiamo che ci sono molte squadre altrettanto attrezzate per vincere le gare importanti e i trofei».

Significa non solo mettere le mani avanti in caso di sconfitta, parola ormai distante nel tempo, ma riconoscere i meriti delle avversarie.

«Saranno le partite a dire chi effettivamente è più forte; noi stiamo lavorando duro già da tre settimane per raggiungere tutti gli obiettivi della stagione».

Avrete sulle maglie avrà anche quest’anno il tricolore, la coccarda della Coppa Italia, che vi consente di essere già qualificate alla semifinale dellaSupercoppa.

«Avere subito un trofeo in palio richiederà a tutte le squadre uno sforzo maggiore di preparazione in questo mese di agosto. Magari non saremo tutte al 100%, ma bisognerà essere pronte fin da subito».

La vostra prima avversaria uscirà dagli scontri diretti Scandicci-Brescia e Monza-Cuneo e dalla successiva sfida tra le vincenti. Avranno già due partite sulle gambe.

«Da un lato potrebbe essere un vantaggio per noi, perché la squadra avversaria potrebbe essere stanca; dall’altro loro potrebbero prendere più ritmo gara e affinare i meccanismi, mentre noi dovremo partire “a freddo” con una gara decisiva».

La risposta al dilemma, in qualche modo, è però in casa.

«Il livello dei nostri allenamenti è così alto e la nostra fame di vittoria così tanta, che non deve spaventarci nessuna situazione e nessuna avversaria. Rispettiamo tutte e poi spetta noi fare la nostra parte e giocare come sappiamo».

Un’altra variabile non di poco conto è il fatto che la Final Four è prevista all’aperto, condizione non proprio agevole.

«Mi è capitato solo un’altra volta di giocare in piazza, un’amichevole a Firenze con la nazionale: non mi è piaciuto molto, perché non ci sono punti di riferimento, il campo era illuminato male e poi ci sono le variabili ambientali, vento, umidità, temperatura. Ma se questo è il modo deciso per ripartire col volley, ben venga: noi non vedevamo l’ora di tornare. Spero solo ci possano essere almeno un po’ di tifosi».

Dopo il giorno di riposo di ieri oggi tornate in palestra, dove la fatica si fa sentire.

«Io in genere non soffro il caldo, mi piace stare al sole e sudo molto meno di altre mie compagne; devo ammettere però che nei giorni scorsi ho patito anch’io la calura, specialmente al Palaverde, dove non c’è aria condizionata. Però facciamo la cosa che ci piace di più e questo ci fa sentire meno anche questi disagi».

Le prime tre settimane di preparazione con le compagne sono state davvero molto fruttuose?

«Il gruppo sta lavorando bene, anche coi nuovi innesti dello staff, che sono molto preparati e competenti; con le ragazze nuove ci stiamo conoscendo pian piano, anche al di fuori del campo. Direi che si sono integrate tutte al meglio, noi del gruppo storico abbiamo cercato di metterle a proprio agio, come abbiamo sempre fatto». —

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