Smith alla Ghirada «Sono fiducioso La mia Nazionale tornerà a vincere»

Silvano Focarelli / TREVISO
A Treviso, dopo la nomina nel novembre scorso ad allenatore della nazionale di rugby che gli aveva fatto lasciare l‘incarico ai Cheethas, Franco Smith c’era già stato, ma quasi in incognito: ugualmente vederlo adesso alla Ghirada per il primo raduno ufficiale azzurro, dedicato agli Emergenti, che terminerà lunedì per proseguire poi a Parma con altri atleti, non può che fare piacere.
Franco, dopo esserne stato l‘apertura (2002-2005), guidò da coach il Benetton dal 2007 al 2013, accompagnandolo nelle prime tre stagioni della lega celtica. Smith alla Ghirada gestisce un gruppo di 15 giocatori, i trevigiani sono Traorè, Faiva, Petrozzi e Sperandio del Benetton, Alongi e Da Re (Mogliano) e Zuliani (Paese).
«Abbiamo coinvolto anche gli allenatori delle due franchigie - spiega Smith - lunedì e martedì a Parma esamineremo un altro gruppo di giovani promesse che potrebbero far parte del nostro progetto. Il percorso di crescita della Nazionale passa anche da questi raduni, così come la definizione e la veicolazione verso gli atleti dell’identità che vogliamo dare all’Italia in campo e fuori. E’ utile coinvolgere molti giovani, inserendoli gradualmente nel gruppo Maggiore, facendo loro percepire il clima e gli standard da rispettare per poter ambire a questo livello di gioco. E' una opportunità per molti e, per noi, anche l'occasione per rivedere da vicino atleti (Fabiani, Traorè, Sperandio ndr) che hanno già fatto parte della rosa dell'Italia».
E’ bello rivedere un grande personaggio come lei.
«A Treviso c’ero stato per vedere qualche allenamento ma questo è sostanzialmente il mio primo raduno alla Ghirada ed è una grande emozione. Io credo che il presidente Amerino Zatta e il direttore sportivo Antonio Pavanello da quando andai io via abbiano fatto veramente un grosso lavoro al Benetton, assieme allo staff tecnico, con Crowley e gli altri».
Nel rugby il post Covid porterà parecchie novità.
«Sono ottimista, penso che ci saranno dei miglioramenti, ad esempio gli investimenti dovranno essere più mirati rispetto al passato, ma l’obiettivo sarà sempre quello di crescere costantemente ed aumentare la passione per questo sport. Ci sarà insomma da eliminare ciò che di negativo c’è stato finora per conservare le cose positive. Chiaramente riprendere com’era prima sarà difficile, con questo virus dovremo convivere per un po’ ma da qualche parte bisogna pur ricominciare».
Interessante il doppio scontro Benetton- Zebre.
«Io il mio staff saremo molto contenti di vedere i ragazzi in azione per vedere a che punto sono, i progressi fatti dopo tutti questi mesi di sosta. E sarà anche un’anticipazione della prossima stagione del Pro 14».
La Nazionale perde da 25 gare ufficiali di fila: scusi Smith ma s’è mai chiesto Chi me l’ha fatto fare?
«E’ come quando esordimmo in Celtic League: è una sfida molto importante. Ci rendiamo conto che ci sarà parecchio da migliorare ma ci stiamo lavorando, ho in mente parecchio turn over, stiamo esaminando i giovani ma sempre con i piedi per terra».
Voi credete che in Italia vi siano promesse sufficienti per costruire il rilancio della Nazionale?
«Sicuramente. Naturalmente dovremo avere un po’ di pazienza però l’obiettivo sarà quello di vincere il più possibile e nel contempo far crescere i giocatori italiani. La pressione per tornare a vincere c’è, è evidente, ci servirà del tempo ma io resto comunque fiducioso». —
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