Rugby, Menoncello tra passato e futuro: «Treviso mi ha fatto crescere. Ora non mi fermerò»
Il fuoriclasse che ha lasciato il Benetton per Tolosa racconta la nuova vita: «Entrare titolare alla prima di campionato contro La Rochelle e andare in meta dopo poco è stata un’emozione fortissima. Posso lasciare il segno»

Tommaso Menoncello ha lasciato Treviso per passare allo Stade Toulousain. Notizia appurata, ma certo vedere il fuoriclasse azzurro con un’altra maglia, seppur così prestigiosa, fa specie. I canali social delle squadra transalpina hanno pubblicato una clip in cui l’ex Leone si racconta al pubblico francese, fa il punto della sua carriera fino a queste prime fasi di campionato Top14 e riflette sul suo futuro in Nazionale e nel club.
Menoncello, si va allo scoperta di un nuovo ambiente ma molto legato alle sue origini.
«Ho cominciato a giocare a undici anni a Paese. Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno dato una possibilità alternativa al giocare a calcio. Il vicinato permetteva di poter scegliere. Passare dal Paese al Benetton è stato lo scatto verso un rugby maturo e sempre più stimolante».
Ci sono coincidenze curiose nella sua carriera come le mete nelle sue partite di esordio.
«Ho segnato una meta nella prima partita in biancoverde. Ho segnato contro la Francia nella mia partita in Azzurro. È stato emozionante segnare una meta anche a Torino la mia prima contro i leggendari All Blacks».
A Tolosa cosa poteva succedere se non segnare all'esordio?
«Entrare titolare alla prima di campionato contro La Rochelle ed andare in meta dopo pochi minuti è stata un’emozione fortissima. L’unico rammarico è di non essere ancora riuscito a segnare davanti al pubblico di casa».
Della sua esperienza in Nazionale parla con un tono da “vecchia testa su giovani spalle”.
«Siamo un gruppo con una media d’età giovane ma i risultati che stiamo portando a casa aiutano molto il pubblico ad avvicinarsi al rugby e a dare più visibilità al nostro sport. Ci rendiamo conto che dobbiamo dare un esempio positivo ed educativo a tutti i ragazzi che praticano questo sport o che si stanno avvicinando. Esempi di leadership come Lamaro, o giocatori che producono un rugby più spettacolare come Capuozzo ed io, assieme a tutti gli altri azzurri, sappiamo che dobbiamo trasmettere sani valori».
C’è da capire cosa fare nel tempo libero in una città completamente nuova.
«Devo molto all’aiuto che la mia ragazza mi sta dando nell’ambientarmi. Viviamo fuori dal centro di Tolosa e in questi primi mesi ci troviamo bene. È bello vedere come la gente per strada senta molto il rapporto con il rugby e già mi fermi spesso per fare due chiacchiere. Non sono ancora riuscito a portare a Tolosa la mia moto enduro ma ho trovato compagni di spogliatoio appassionati di motori, in particolare uno degli altri centri, Barassi, con cui ho legato anche su questi argomenti».
Tra i compagni di squadra, il rapporto privilegiato è con il compagno azzurro, Ange Capuozzo.
«È venuto ad accogliermi in aeroporto quando sono arrivato. Mi aiuta con la lingua ed è un grande punto di riferimento dentro e fuori dall’ambiente della squadra».
E le differenze tecniche negli allenamenti ci sono.
«È un rugby diverso quello giocato qui, con un campionato più lungo e duro. C’è molta cura dei dettagli e velocità nel training. Si lavora per arrivare ad un livello più alto alla fine di ogni sessione. Se guardiamo al futuro, vorrei lasciare la stessa traccia lasciata a Treviso. Questa esperienza a Tolosa mi farà crescere sia come giocatore che come uomo».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








