Red Panthers, scatta la mobilitazione per evitare l’addio

Rugby. Le veterane dal notaio a depositare il marchio Poi hanno lanciato la campagna «salviamo la pantera»

TREVISO. In crisi, stavano per chiudere. Il Benetton temeva di non iscrivere più la squadra al campionato. Addio Red Panthers? Addio alla squadra simbolo del rugby femminile italiano, quella che ha vinto 23 volte lo scudetto, dal 1984 al 1991 quando era semiclandestino (egida Uisp, il Coni non lo riconosceva) e poi ancora senza soluzione di continuità fino al 2003, stabilendo un record probabilemnte mondiale? L’ultimo titolo risale al 2011...

Red Panthers choc: riprese, superate e fuori dalle finali scudetto
Bolognini Treviso red panters -valsugana rugby femminile

Di fronte a questa prospettiva, è scattata la corsa a salvare la squadra: e le veterane le pioniere, le leggendarie ex si sono mobilitate, in una nuova percussione a tutto campo. In prima fila Lorena Nave, Iolanda Baratto, Titta Peron e Vania Fabris: quando hanno saputo che si profilava il rischio della chiusura bottega, si sono attivate. Prima sono andate dal notaio, a depositare il marchio Red Panthers, poi hanno lanciato la campagna «salviamo la pantera», scatenando il tam tam anche in rete. «Non si possono chiudere quasi 40 anni di storia, e che storia», dicono le quattro moschettiere. «La società deve vivere, sarebbe uno smacco alla nostra storia e alla città di Trevsio, a tutto lo sport trevigiano».

Adesso è corsa contro il tempo, in Ghirada e fuori, per potersi iscrivere alla serie A. Certa è solo la Coppa Italia con le juniores, allenate da Lorena Nave.

La prima squadra, reduce dalle delusioni degli ultimi anni (lascia anche coach Neumanno) deve registrare defezioni illustri: Maunerla Furlan e Jessica Busato, rispettiavamente estremo e mediano di apertura-centro, vanno a giocare in Inghilterra, e nel campinato inglese. Altre ragazze vanno all’estero per Erasmus: fra di loro c’anche Francesca Bado.

Delle veterane, al momento, restano Michela Este e Gaia Costa, che potrebbero far da chioccia alle più giovani.

Entro fine mese servono giocatrici - la rosa dev’essete congrua, per l’iscrizione - e va definito lo staff tecnico e dirigenziale. Solo con un gruppo numeroso si gioca la massima serie, altrimenti ci si limiterà al settore giovanile e alla Coppa Italia.

Restano tre settimane: le veterane sono agguerritissime, vogliono le Pantere ancora al via del campionato. Per aprire un nuovo ciclo.

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