Pista, la «beffa di Montichiari»

Via agli Assoluti al velodromo Fassa Bortolo, ma Treviso non c'entra
PAROLE E FATTI. In alto, il progetto trevigiano Sotto, l’interno del velodromo Fassa di Montichiari
PAROLE E FATTI. In alto, il progetto trevigiano Sotto, l’interno del velodromo Fassa di Montichiari
 Partono oggi, nell'impianto coperto di Montichiari, in provincia di Brescia, gli Assoluti di ciclismo su pista (Juniores, Èlite, e Open). Teatro delle gare è il velodromo «Fassa Bortolo», che porta il nome della ditta trevigiana leader nel mondo dell'edilizia.
 Le gare chiuderanno il 2 ottobre e tra il pubblico, ieri alla presentazione, venivano segnalati nomi altisonanti del ciclismo del passato: Dancelli, Bontempi, Visentini, Denti e Gavazzi.  
Dal 1995.
ProgettoLombardi e bresciani, certamente. Perché il velodromo coperto di Treviso, che avrebbe potuto veder sfilare i nostri campioni, trevigiani e veneti, è «in eterno progetto» dal 1995, l'anno in cui Gentilini appena nominato sindaco lo promise, al fianco dell'allora presidente Fci, Raffaele Carlesso, e dello staff tecnico della Federciclo. Da allora il «fantasma» delle pista coperta che serviva come scuole federale, inserita in un palazzetto polivalente, si aggira come uno sbiadito cartellone di pubblicità elettorale su Treviso e sulla Marca. Con un munifico sponsor trevigiano, anzi tervigianissimo e che può vantare quarti di nobiltà ciclistici visto l'impegno per anni tra i professionisti, il velodromo di Montichiari ha dunque definitivamente preso il posto del fratello - mai nato - di Treviso. Il quale comunque continua ad aggirarsi come un feticcio elettoralistico per la città.
 Scuola federale.
 Diego Bragato, del Centro studi della Federciclo, ha sottolineato che «Il velodromo coperto è per noi un luogo fondamentale: ci permette di avere una scuole d'inverno, possiamo organizzare corsi, mastere incontri formativi per far crescere nel miglior modo possibile i nostri tecnici». Tutte cose che s'erano dette a proposito del... futuribile impianto trevigiano, dipinto anche come «struttura polivalente a disposizione della città».
 Complimenti.
 Il vicepresidente federale Sommariva ha invece fatto i complimeti al Comune di Montichiari e alla società ciclistica locale «per l'impegno che quotidianamente mettono nella crescita di questa importante struttura».
 20 mila abitanti.
 Il comune di Montichiari ha un quarto degli abitanti di Treviso, ma ha già messo in calendario, con grande successo, oltre ai Tricolori che partono oggi, anche i Mondiali Parolimpici e gli Europei Masters. E il direttore della pista, Priscilla Bontempi, ha sottolineato che nei prossimi mesi e anni verranno organizzati eventi paralleli con scuole primarie e secondarie del comune, per avvicinare i bambini e i ragazzi alla struttura.
 Campioni.
 Sono 39 i titoli da assegnare da oggi al 2 ottobre a Montichiari: 18 per le donne e 21 per gli uomini, 19 per gli juniores e 20 per gli élite/open. Attesi al via, tra gli altri, anche Giorgia Bronzini, due volte campionessa del mondo su strada, Maria Giulia Confalonieri, campionessa del Mondo ed europea nella corsa a punti, i campioni europei Elia Viviani (azzurro a Copenaghen), Davide Cimolai, Valentina Scandolara e Chiara Vannucci.
 Addio.
 Tutto questo, in mancanza di altri velodromi all'aperto in Italia, si ripeterà anche in futuro. E pensare che dopo il crollo della copertura del Vigorelli di Milano, Treviso sembrava destinata a subentrare a tamburo battente. Non consola il pensiero che l'impianto di Montichiari si chiama - trevigianamente - Fassa Bortolo.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso