Gherardini junior «Porto su il Sanve e poi... copio papà»

FIGLIO E PADRE. Michele e, a sinistra, Maurizio Gherardini
SAN VENDEMIANO.
Nel Basket San Vendemiano che guarda tutti dall'alto in basso nel campionato di serie C Dilettanti (girone C) di certo non mancano i nomi importanti, ma su tutti ce n'è uno che agli appassionati non può che suonare familiare. Si parla di Michele Gherardini, playmaker di 180 centimetri nato nel 1984 ed ovviamente figlio del grande Maurizio Gherardini, per 14 anni procuratore generale della Benetton ed oggi vicepresidente dei Toronto Raptors. Il figlio Michele sta seguendo le orme del padre, per ora dividendosi tra il basket giocato e quello dietro la scrivania, come ce lo conferma lui stesso. «Lavoro nel mondo dello sportmarketing per la Adidas e questo significa contribuire all'organizzazione dell'Eurocamp che si tiene a giugno in Ghirada e poi cercare i giocatori da firmare per il suddetto marchio. E' un lavoro che mi fa viaggiare tanto, devo andare a vedere molte partite di Eurolega e ciò ovviamente non mi permette di allenarmi con regolarità. Da un lato sono dispiaciuto, ma personalmente ho sempre visto il basket giocato non come il mio unico futuro professionale. Il mio sogno è quello di fare il general manager di un club». Seguendo così tanto la pallacanestro europea, che idea si è fatto del livello medio generale? «A livello globale, rispetto al passato, un calo tecnico c'è sicuramente stato e mancano un po' i talenti, non solo in Italia. Certo le motivazioni a riguardo possono essere molteplici, ma il fatto che i giovani abbiano molte più distrazioni extrabasket rispetto a una volta conta parecchio». Quali sono i segreti di quest'avvio strepitoso della sua squadra? «Conta tantissimo il fatto che siamo non solo una bella squadra, ma anche uno splendido gruppo. E va detto che forse anche il campionato non ha una favorita assoluta come la passata stagione, come potevano essere Pordenone e Caorle, ma comunque siamo contentissimi per un risultato conquistato pur senza allenarsi quasi mai al completo e quindi credo sinceramente che ci siano le possibilità di migliorare ancora». Al secondo anno a San Vendemiano quali parole si sente di spendere per la sua società? «A San Vendemiano sto benissimo, la società è come una famiglia che non ci fa mancare nulla ed è sempre presente, nonostante sia una piccola realtà l'attenzione e l'impegno non mancano e poi, soprattutto, i dirigenti e lo staff tecnico capiscono il mio lavoro e le mie esigenze e non hanno problemi ad accettarlo. Con i compagni mi trovo assolutamente bene, diversi di loro li conoscevo già per averci giocato assieme in passato, ma anche con i nuovi arrivati il rapporto è ottimale». Sarà in campo sabato prossimo contro il San Daniele? «Sì, ci sarò, anche se dopo l'ultimo volo di lavoro ho rimediato un'otite che non mi ha permesso di allenarmi e mi ha costretto a saltare anche l'ultima gara di Spilimbergo».
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