Tonfo Treviso: la Luparense domina al Tenni, finisce 0-4
La capolista rimedia il più pesante ko della stagione. Si interrompe la striscia di 13 risultati utili consecutivi

Il Treviso capolista non cade: frana. Nessuno, tra i 1.400 spettatori accorsi al Tenni per spingere la capolista verso la Serie C con l'ennesimo tassello di un mosaico fin qui quasi perfetto, avrebbe potuto immaginare un pomeriggio simile. Un pomeriggio in cui si è visto più che mai quanto il calcio toglie e dà con la stessa velocità con cui un pallone gonfia la rete.
Sotto i colpi di una Luparense famelica, i biancocelesti rimediano la peggiore sconfitta dell’annata, un 0-4 interno che interrompe una striscia di 13 risultati utili consecutivi e riporta i fantasmi della fragilità in un ambiente che già sentiva il profumo della promozione.
Il Treviso resta primo con 63 punti dopo 28 giornate, ma l’Union Clodiense, vittoriosa a Merano, accorcia a -11. Con 6 partite ancora da giocare, ai biancocelesti servono 7 punti per la matematica certezza del titolo. Non era più successo dal derby contro il Conegliano del 30 novembre di uscire dal campo senza punti.
Eppure, le premesse raccontavano di una gestione attenta. Gorini sceglie la via del rimescolamento tattico: Martinelli viene dirottato a sinistra, Beltrame torna a fare la mezzala accanto al regista Gianola, mentre la trequarti viene affidata al duo Artioli-Gucher. La sorpresa vera è davanti: Francescotti torna titolare come unica punta, una maglia che non vestiva dal primo minuto dalla giornata d'esordio.
Ma il piano tattico salta dopo soli 180 secondi. Al 3’, infatti, la Luparense è già avanti. Una serie di rimpalli sporchi in area favorisce Diallo: il numero 9 ospite si trova al posto giusto nel momento giusto, coordina il destro e calcia al volo battendo Vadjunec. È il gol che gela il Tenni e che toglie certezze a un Treviso apparso sin da subito contratto, lontano parente della corazzata che ha dominato il girone C di Serie D. I biancocelesti provano a reagire con conclusioni dalla distanza di Brigati e Gianola, ma la mira è imprecisa.
La Luparense, invece, gioca sul velluto. Al 13’ Visinoni scalda i guanti a Vadjunec, che si salva nell’angolino basso. Lo stesso Visinoni è l’incubo della difesa di casa: al 40’ approfitta di un errato appoggio all’indietro di un Francescotti in serata no, scatta dalla trequarti e impegna severamente il portiere locale, che deve allungare sopra la traversa. La ripresa, anziché suonare la carica per la capolista, diventa un calvario.
Al 60’ l’episodio che indirizza definitivamente il match: Diallo scappa via, Munaretto cerca di chiudere ma ne nasce un contrasto con Visinoni. Per l'arbitro non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto va lo stesso Visinoni che non trema e sigla il 2-0. Gorini prova a correre ai ripari inserendo Brevi come "falso nueve" e successivamente Svidercoschi per aumentare il peso offensivo, ma l’assetto del Treviso rimane precario.
Il colpo del ko arriva al 75’. In ripartenza, Visinoni pennella un traversone perfetto per Diallo, che scarta Vadjunec in uscita e deposita il 3-0 a porta vuota. Parte della tribuna centrale del Tenni abbandona lo stadio in segno di delusione. Paradossalmente, bisogna attendere il 76’ per vedere il primo vero tiro in porta del Treviso: un colpo di testa di Brevi deviato in corner. Troppo poco, troppo tardi. Due minuti dopo, la beffa si completa. Vadjunec respinge un tiro di Albo, sulla ribattuta Visani viene steso dal portiere: secondo rigore di giornata. Visinoni torna dagli undici metri, cambia angolo e fissa il punteggio sullo 0-4. Una domenica da dimenticare per gli uomini di Gorini, un campanello d'allarme che suona forte proprio sul più bello. I lupi hanno azzannato la preda, ora il Treviso deve dimostrare di saper ancora ruggire a partire già da domenica prossima, quando al Tenni farà tappa l’Obermais.
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