Benetton, in Pro 14 a 4,8 milioni l’anno Verso accordo Fir fino al 2025

TREVISO
Cinque anni di Pro 14, fino al 2025, con un contributo federale che ammonta a 4,8 milioni l’anno. Una partita che sfiora i 25 milioni di euro, e che proietta nel futuro Treviso e il rugby italiano. E’ la base di accordo con cui Fir e Benetton stanno perfezionando il rinnovo della licenza federale con cui Treviso potrà proseguire la sua partecipazione al torneo erede della Celtic League, da due stagioni allargato al Sudafrica.
Un’intesa che copre la metà del decennio entrante, dopo questa epoca di Coronavirus, e che da un lato soddisfa quasi in pieno le richieste del Benetton (sei anni in primo grado, in subordine appunto un quinquennio), dall’altro incrementa il contributo economico della federazione, che sin qui era a 4,5 milioni l’anno e che viene aumentato di 300 mila euro annui.
L’intesa avrebbe dovuto essere deliberata dal consiglio federale di venerdì scorso a Roma, ma alla fine il governo del rugby italiano ha deciso di dare mandato al presidente Alfredo Gavazzi per la rifinitura degli ultimi dettagli dell’accordo, fondamentale per il futuro del rugby italiano nella competizione massima del nostro movimento a livello di club, o meglio di franchigie. Il consiglio ha comunque approvato ufficiosamente la cornice dell’intesa.
Facile prevedere che saranno ora Gavazzi e il presidente del Benetton, Amerino Zatta, a mettere il classico nero su bianco. Non senza affrontare altre questioni annesse e connesse, legate alla formazione, dall’annunciata accademia che deve aprire a Treviso alla nuova politica federale in termini di formazione, che vederà sempre più uno spartiacque fra rugby di alto livello (nazionale Pro 14, accademia e centri di formazione permanente) e i campionati nazionali, sempre meno professionisti. Con tanto di strada che porterà dritta dritta a contratti federali per i migliori giovani anche in Italia
La licenza federale era scaduta lo scorso 30’ giugno, creando, almeno sul piano formale, un piccoo caso: il Benetton era fuori dalla Celtic, nella stagione in cui aveva celebrato il primi 10 anni di confronti con le grandi potenze gallesi, scozzesi irlandesi e più recentemente anche sudafricani.
Per Treviso e la piazza la conferma che il club guarda al futuro con un’ampia prospettiva. La risposta migliore, per i tifosi, ai timori sugli effetti di una stagione letteralmente ghigliottinata dal Coronavirus. Basti dire che la società ci ha rimesso 5 incassi dei match casalinghi cancellati , oltre alle chances di playoff e di Champions Cup: per nulla compensati dai due derby agostani di consolazione. Il buco, nel bilancio della stagione 2019/2020, sfiora i 900 mila euro, solo in parte ammortizzati dalla politica più spinta verso il reclutamento dei giovani talenti trevigiani e azzurri e dal ricambio generazionale e nella rosa.
La famiglia Benetton, prima ancora che la società presieduta da Zatta, ha lanciato un messaggio forte e chiaro, anche rispetto ai timori per la scelta strategiche della dynasty sulla città, dallo sport alla cultura, dall’arte agli eventi. E anche qui arriva la conferma a quanto trapelava nei giorni caldissimi legati alla vertenza Autostrade: i fondatori Luciano e Giuliana, con l’intera seconda generazione, vogliono proseguire la mission della holding negli investimenti su Treviso. —
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