Baskettosi da record, in seicento al torneo alla Ghirada
Grande partecipazione all’appuntamento nel nome dell’inclusione con atleti da ogni angolo d’Europa. La squadra di casa sconfitta in finale 33-26 contro i belgi, ma è festa grande. Andrea Carniato: «La loro felicità è la migliore delle ricompense»

Passano gli anni, cambiano alcune location, aumenta l’afflusso di atleti anche da oltre confine, mutano determinati accorgimenti organizzativi, ma l’International Unified Basketball Tournament si conferma un successo. Di pubblico e di partecipazione, con quarantadue squadre iscritte e il pienone in Ghirada, tra i tre campi esterni e le due palestre.
«I cinque terreni di gara in modalità fissa sono un’altra delle novità del 2026 – sottolinea Andrea Carniato, espressione di One Team Asd e dei Baskettosi – Eravamo partiti inizialmente con due campi esterni, le palestre al coperto solo come riserve in caso di tempo inclemente. Siamo arrivati al massimo delle possibilità, la festa è grande a prescindere dai costi e dal numero di squadre da seguire».
La fatica di Carniato e dei suoi collaboratori è ampiamente ripagata dal risultato pratico. Per tre giorni seicento tra ragazzi e ragazze, normodotati o con disabilità psico-comportamentale, italiani o provenienti da altri angoli d’Europa, hanno giocato e si sono divertiti dimostrando che lo sport consente di superare qualsiasi ostacolo.
«Vedere i ragazzi uscire dal playground o dal parquet dispiaciuti per la sconfitta, ma con gli occhi che brillano per aver vissuto un’esperienza unica, è la migliore delle ricompense», aggiunge Carniato che da venerdì 12 giugno a domenica 14 si è diviso in più vesti: coordinatore, organizzatore, allenatore, punto di riferimento per qualunque esigenza.
«Ma si sono divertiti davvero tutti. Abbiamo riscontrato grande entusiasmo anche dagli stranieri, quest’anno avevamo le novità dei finlandesi e dei montenegrini. La grande disponibilità di Verdesport e della famiglia Benetton, a cominciare da Christian Benetton, ci ha regalato per tre giorni una struttura meravigliosa».
«Siamo felici di ospitare ancora un torneo meraviglioso – sottolinea l’ad di Verdesport Enrico Castorina – Oggi il concetto chiave è quello dell’inclusione e grazie alla famiglia Benetton e alla Ghirada questo valore è praticato dal 1982, con la possibilità per chiunque di giocare senza limitazioni. L’International Unified Basketball Tournament è l’espressione massima di questo concetto. Per noi è un piacere e un onore ospitare una manifestazione che esalta tutto ciò, oltre i confini di Treviso ma coinvolgendo tante formazioni che arrivano anche da lontano. C’è un clima di festa, amicizia, rispetto che va oltre ogni risultato sportivo». La dimensione internazionale del torneo, giunto alla tredicesima edizione, è confermata anche dallo spessore della classe arbitrale. Tra i vari terreni di gioco si sono notati i due metri abbondanti di Denis Quarta, fischietto torinese impegnato in Lba e già parte della famiglia Special Olympics, che è tornato a dirigere le partite di basket unificato dopo l’esperienza dello scorso anno: «Ha ricevuto la designazione per l’eventuale gara4 di finale scudetto al Taliercio – rivela Carniato –. Così ha deciso di dedicare questo weekend a noi, per l’amore per la pallacanestro. A lui aggiungiamo cinque arbitri statunitensi arrivati dall’Ohio, dal New Jersey, da New York, da Minneapolis, quelli giunti da Belgio, Ungheria, Finlandia, Germania. Siamo davvero un movimento enorme, il torneo più grande d’Europa e ne siamo fieri».
Rispetto al passato, la macchina organizzativa ha voluto introdurre le qualificazioni del venerdì con delle partite necessarie a suddividere le formazioni partecipanti in vari livelli agonistici. Un accorgimento che, secondo Carniato, ha funzionato: «In quel modo abbiamo stilato delle graduatorie che ci sono sembrate corrette. Il classico esempio è rappresentato dall’osservazione: se due squadre disputano una partita equilibrata, è possibile che abbiano un livello tecnico equivalente; se una prevale sull’altra con un punteggio enorme, vuol dire che siamo su piani differenti. In questo modo abbiamo offerto a tutti la possibilità non solo di giocare ma di competere per una vittoria. In questo modo non ci sono state lamentele o mugugni per presunte disparità. Anche per chi è stato inserito nelle graduatorie più basse, quelle per formazioni meno forti, si è trattato di un’esperienza utile per crescere. Al vertice abbiamo visto agonismo, triple da centrocampo, canestri sul filo della sirena, vera pallacanestro».
I Baskettosi hanno recitato ovviamente un ruolo particolare. E non solo perché sono stati, come abitudine, la classica squadra di casa. Diversport Asd ha portato in campo quattro formazioni su livelli differenti, con tredici allenatori, un esperto comportamentale, una preparazione iniziata a settembre, una copertura completa in ogni dettaglio: «Siamo una società vera e propria», è la filosofia di Carniato. Che guarda già con fiducia al 2027, all’edizione numero quattordici. «A qualcosa stiamo già pensando – conferma Carniato –. I rapporti con Special Olympics Europe sono estremamente positivi, stiamo pensando a delle novità ulteriori ma non posso anticipare nulla. Sveleremo in futuro eventuali, ulteriori migliorie al torneo».
Carniato si congeda così, tra un impegno al tavolo, una chiamata in panchina, una premiazione. I suoi Baskettosi ancora una volta non riescono a conquistare il trofeo – sconfitta in finale 33-26 contro i belgi del Bbc Geel nonostante una poderosa rimonta nell’ultimo quarto – eppure non si vedono volti tristi né recriminazioni. L’aria della Ghirada è di pura festa nel nome dello sport e dell’inclusione.
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