Tvb, Pittis neo presidente aggiorna il suo slogan: «Noi ci siamo»
Dodici anni dopo l’iniziativa che diede il via alla nuova società il grande ex è stato eletto al vertice, venerdì 30 ottobre la prima uscita ufficiale: «Chiedo il sostegno di tutti, sarò il collante come quando giocavo»

«Nel 2012 lo slogan per la partenza di TvB era ‘Treviso, io ci sono’. Ora lo adeguiamo: ‘Treviso, noi ci siamo'». La presidenza di Riccardo Pittis, eletto al vertice del Cda di Treviso Basket nella serata di giovedì, punta alla partecipazione e alla responsabilità diffusa. «Soltanto lavorando assieme possiamo crescere. Parlo della società così come della città, dei tifosi, della stampa, di chi ci sta vicino. Non sono solo, c’è un ottimo team di lavoro che mi supporterà composto dagli altri consiglieri. Ma non basta».
La nuova vita di Pittis all’interno del club biancoceleste è fatta di responsabilità. E di memoria: «Non posso che ringraziare tutti i soggetti che mi hanno voluto al vertice, dal Consorzio a Time Out. Ma non sarei qui senza il signor Gilberto Benetton e la sua famiglia, che mi portarono a Treviso nel 1993 rendendomi col tempo un trevigiano acquisito. Questa ora è la mia città, anche se sono nato a Milano. Sono qui anche grazie a mia moglie Valentina che è stata fondamentale nelle decisioni e nelle scelte. Mi dispiace solo che mia mamma Elena e mio papà Sergio non siano più qui, sono sempre stati i miei primi tifosi e sarebbero orgogliosi».
Pittis c’era già tra marzo e giugno 2012, al lancio della nuova identità, del Consorzio e poi del nuovo club, fungendo da garante. Ora dovrà ricoprire un ruolo più delicato: «Mi sono reso conto dallo scorso dicembre, quando sono entrato in società col ruolo di consigliere, quanto sia difficile il lavoro dirigenziale. Paolo Vazzoler prima, Matteo Contento dopo hanno fatto entrambi moltissimo, seppur in maniera diversa. Ricordo che quando scendevo in campo fungevo da collante tra i compagni. Vorrei replicare questa mia caratteristica agonistica anche nella presidenza».
I programmi sono tantissimi. Tra questi, il consolidamento («Ma sempre mantenendo i piedi ben saldi a terra, niente voli pindarici») e la ricerca di nuovi partner economici, mantenendo comunque il prezioso rapporto con la famiglia De’ Longhi: «Vorrei che Fabio De’ Longhi venisse al Palaverde per ricevere quell’applauso che merita, per tutto quello che ha fatto e continua a fare per questa realtà».
In cima all’agenda non c’è soltanto il rapporto con la LBA e col presidente Gherardini, ma anche la questione infrastrutturale. A Treviso Basket servono palestre, centri di allenamento e molto altro ancora: «Ci stiamo già pensando, la parte operativa sarà seguita da Rodolfo Bigolin nelle vesti di amministratore delegato. Confermo che quella è la direzione da imboccare».
Parole che pungolano il vicesindaco Alessandro Manera che promette interventi entro un anno. A cominciare dall’aria condizionata a S. Antonino, non più procrastinabile, passando per ulteriori spazi: «Stiamo lavorando per dare allo sport trevigiano il supporto che necessita. Per questo faremo tutto il possibile per aiutare anche TvB nelle esigenze di prima squadra e settore giovanile».
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