TvB, Pittis in pole per la presidenza: «Ci sto pensando»

L’ex ala biancoverde, ora consigliere, potrebbe accettare la nomina quando a fine mese sarà rinnovato il cda: «Programmi futuri ? Parlerò solamente se sarò scelto»

Federico Bettuzzi
Riccardo Pittis all'epoca in cui giocava con la Benetton Basket
Riccardo Pittis all'epoca in cui giocava con la Benetton Basket

«Confermo che mi è stata chiesta la disponibilità a ricoprire il ruolo di presidente, ma ancora non ho dato una risposta precisa». Riccardo Pittis commenta così l’indiscrezione sulla sua possibile nomina a guida di Treviso Basket.

L’ex azzurro, già capitano della Benetton Basket, è entrato nel Cda di TvB lo scorso dicembre come consigliere. «Per statuto, occorre procedere al rinnovo dei cda e della presidenza del club. C’è stato un interessamento oltre a una richiesta di assunzione di responsabilità per un ruolo delicato, ma non sono l’unico soggetto interpellato. La scelta dovrebbe arrivare entro fine mese, mi sono preso del tempo per riflettere e per dare una risposta».

Dieci mesi fa era stato annunciato il suo rientro in TvB come consigliere. Che situazione ha trovato?

«Ovviamente a livello sportivo non eravamo tranquilli. Finora è stata una esperienza che ho approcciato con curiosità, in fondo non avevo mai fatto il consigliere di una società sportiva e non sapevo nemmeno cosa comportasse. C’è stato un elemento anche passionale, quando si lavora all’interno di un club è normale avere un trasporto emotivo. Dal punto di vista del tifo, ho sostenuto soltanto le squadra in cui ho giocato, quindi prima Milano e poi Treviso. Vivendo qui, a Treviso, ho sempre osservato dall’esterno ciò che succedeva. La mia percezione è cambiata entrando in cda».

Il suo rapporto speciale con Marcelo Nicola come può essere descritto in ottica TvB?

«Specifico che Marcelo e io siamo molto legati non solo da un passato agonistico comune ma anche fuori dal campo. Quando venni cooptato in società mi fu chiesto di fornire un’opinione tecnica che non era un’interferenza sulla squadra ma un supporto tecnico alla dirigenza. In quel momento la squadra non stava navigando in acque tranquille e, per provare a dare quella che pensavo fosse la soluzione migliore, ho fornito un parere personale. Che è stato accolto».

Prima la salvezza arrembante, ora una squadra che diverte. Cosa ne pensa?

«Ho una discreta esperienza in materia, quindi dico di vivere il momento mantenendo i piedi ancorati a terra. Preferisco riportare tutto l’ambiente a un sano realismo, dopo la seconda vittoria ho sentito persone che parlavano di playoff o di altri voli pindarici».

Come definire l’attuale Treviso Basket allora?

«Una squadra entusiasmante, che sta bene assieme, che si applica moltissimo sia in allenamento che in partita. Questo gruppo diverte e ha ancora margini di crescita. Però prima di tutto serve l’umiltà. Un po’ di ambizione non guasta, a patto di rispettare tutti senza per questo averne paura, ricordando che non disponiamo di un budget enorme o di una struttura da livello superiore. Possiamo giocarcela con tutti, ben sapendo che ogni vittoria va sudata e meritata».

Lei e Nicola in TvB, la coppia Gherardini-Bargnani in Lba: è una Treviso-connection nel basket?

«C’è anche Jorge Garbajosa come presidente di Fiba Europe. Treviso ha lasciato una traccia profonda nel nostro sport, tutte queste persone in posizioni di rilievo testimoniano quanto fatto in precedenza: una città di 80 mila abitanti che è rimasta ai livelli più alti d’Europa per diverso tempo era qualcosa di invidiabile. Ora chi ha contribuito a quei successi aiuta la pallacanestro con la competenza acquisita negli anni precedenti».

Tornando alla corsa alla presidenza di TvB, c’è già un piano, un programma, una dichiarazione d’intenti?

«Nel caso in cui la società dovesse scegliere proprio me come presidente, soltanto allora dirò cosa intendo fare e come muovermi».

 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso