Bimbo di 11 anni lasciato a piedi dal bus sotto la neve: autista sospeso
Il piccolo non aveva il nuovo biglietto da 10 euro introdotto per i Giochi sulla linea 30 Calalzo-Cortina. Scatta l’indagine interna di Dolomitibus: autista sospeso e indagine della Procura

Autista della linea 30 del trasporto pubblico lascia a terra un bambino di 11 anni perché non ha il biglietto speciale da 10 euro: Dolomitibus avvia una verifica interna. Sospeso prudenzialmente il conducente. La Procura di Belluno apre un fascicolo.
È un episodio grave, che ha suscitato indignazione e una forte condanna da ogni parte della provincia, quanto sarebbe avvenuto martedì pomeriggio a San Vito. Evento che non rappresenta un bel biglietto da visita né per il servizio di trasporto pubblico e per chi lo gestisce né per l'intero territorio a meno di una settimana dall'avvio dei Giochi olimpici, Giochi che tengono bloccati sulla provincia gli occhi di tutto il mondo.
I fatti
Un bambino, all'uscita da scuola, è salito sull'autobus della linea 30 per tornare a casa a Vodo di Cadore. All'autista ha presentato un biglietto chilometrico - quello datogli dalla mamma - che però da venerdì scorso, da quando cioè la linea 30 è entrata in modalità Olimpiadi, non è più valido.
Al suo posto infatti è stato introdotto il ben più costoso ticket da 10 euro. Il conducente avrebbe detto al bimbo che non era valido e che doveva pagare 10 euro: lo studente ha detto di non avere soldi, per cui sarebbe stato invitato a scendere dall'autobus. E così il bambino è stato costretto a tornare a casa a piedi, da solo, percorrendo sei chilometri sotto la neve e al buio.
A denunciare il fatto è stata la mamma del bambino che, dopo aver segnalato il grave episodio direttamente a Dolomitibus, tramite la nonna Chiara Balbinot avvocato a Padova, ha presentato il giorno seguente una denuncia per abbandono di minore direttamente in Procura a Belluno che ha aperto un fascicolo.
Le verifiche di Dolomitibus
Dolomitibus ha quindi provveduto ieri ad attivare una commissione interna di inchiesta «per accertare in modo puntuale e approfondito la dinamica dei fatti. Una volta conclusi gli accertamenti e acquisiti tutti i dati necessari, forniremo ulteriori informazioni», evidenzia la società di trasporto provinciale che a metà pomeriggio, sempre ieri, ha fatto sapere che la «corsa in questione è stata effettuata, a seguito di regolare autorizzazione dall'azienda La Linea Spa alla quale Dolomitibus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti. La Linea ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio».
La vicenda ora sarà ricostruita tramite la visione delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza installati nei pullman.
Le prese di posizione: la Provincia
«Siamo di fronte ad un fatto gravissimo», dichiara il presidente della Provincia, Roberto Padrin che mette le mani avanti attendendo «una verifica di quanto realmente accaduto. Ma se le cose stanno come abbiamo letto, è una cosa gravissima. Non si può lasciare un minore da solo». Intanto il consigliere delegato Massimo Bortoluzzi ha inoltrato a Dolomitibus una lettera in cui chiede urgentemente una relazione sull'episodio e di conoscere le linee comportamentali impartite dall'azienda ai conducenti.
Giovani&Futuro
Parlano di fatto «inaccettabile», anche Luca Frescura e Thomas Menia Corbanese, presidente e vice presidente nazionale di Giovani&Futuro, «indignati di quanto avvenuto a seguito dell'applicazione delle nuove disposizioni tariffarie connesse al trasporto olimpico», sbottano. «Inaccettabile che un bambino sia stato esposto ad una situazione di potenziale pericolo e privo di tutela per una questione meramente amministrativa legata al possesso del ticket. Quanto accaduto va ben oltre un disservizio: configura una gravissima mancanza di responsabilità e di umanità», dicono i due membri del gruppo politico che hanno scritto al consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi. «La Provincia deve essere presidio e tutela dell'interesse pubblico, invece sempre più spesso, il Tpl sembra inseguire logiche che appaiono orientate ad interessi economici».
L'interrogazione parlamentare
Presentata una interrogazione parlamentare al ministro Valditara da Elisabetta Piccolotti di Avs che definisce «gravissimo e inaccettabile quanto accaduto. Le politiche legate alle Olimpiadi non possono ricadere sulla sicurezza delle persone e dei più piccoli».
Il Pd regionale
Per Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del Pd e consigliere regionale il fatto «gravissimo rappresenta il paradosso che certifica il fallimento politico della gestione dei trasporti pubblici in vista delle Olimpiadi. Nel dossier olimpico», afferma Del Bianco, «uno dei principali lasciti promessi per la provincia di Belluno era un forte e duraturo potenziamento del trasporto pubblico locale, in particolare a favore dei giovani e dei residenti.
Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso evidente: mentre si celebrano le Olimpiadi come occasione di rilancio, sulle stesse tratte che prima costavano 2,50 euro si chiedono 10 euro. Un risultato che non solo è lontano dagli obiettivi dichiarati, ma ne rappresenta l'esatto contrario».
Secondo Del Bianco, il nodo è strutturale e politico: «La Provincia detiene alcune quote di Dolomitibus, ma non la maggioranza. Questa scelta ha prodotto negli anni una perdita sostanziale di controllo pubblico sulla società e sulle sue decisioni, a partire dalle politiche tariffarie. Oggi ne vediamo gli effetti più evidenti e inaccettabili». Il consigliere regionale annuncia infine iniziative in sede istituzionale: «Chiederò la massima chiarezza su quante risorse pubbliche siano state impiegate per il trasporto legato alle Olimpiadi e su come queste spese verranno rendicontate».
La consigliera provincia Manushi
Chiede la convocazione dell'assemblea dell'ente di governo sul trasporto la consigliera provinciale Sindi Manushi. «Grave quanto accaduto al bambino, e spero che l'episodio lasci dei segni indelebili sulle nostre coscienze e non sul piccolo, ma ora tutti se la prendono con l'autista che non ha avuto il buon senso di tenere sul bus il bambino, ma ricordiamoci che il lavoratore si muove nel perimetro delle regole imposte da Dolomitibus», dice la consigliera nonché sindaca di Pieve di Cadore che si dice contrariata dal fatto che «il trasporto speciale doveva essere aggiuntivo a quello normale invece troviamo che ha soppiantato quello normale imponendo costi diversi ed eccessivi. Costi che ora la Provincia vuole ammortizzare introducendo il fondo da 10 mila euro su corse del Tpl, soldi che andranno ancora nelle casse di Dolomitibus che già vanta un utile di 2 milioni di euro. Ora, se lo scopo principale di Dolomitibus è quello di generare profitti mediante trasferimento di fondi erariali, anziché garantire un servizio, è forse il caso che iniziamo a pensare a come far tornare la maggioranza della società in mani pubbliche. Diversamente, non governiamo i processi».
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