Vince Marchi, il Comune molla AerTre

Definito il progetto che arriverà lunedì in Commissione bilancio e mercoledì in Consiglio comunale: a Ca' Sugana 9 milioni di euro in azioni. Pronto il concambio azionario: a Save l'80% delle quote dell'aeroporto
A Save il controllo assoluto dell'aeroporto di Treviso, a Ca' Sugana un “assegno” da 9 milioni di euro in azioni. Arriva il «sì» del matrimonio tra le società di gestione degli aeroporti di Venezia (Save) e Treviso (AerTre). La data è quella di mercoledì 18 luglio, l'“altare” è il Consiglio comunale di palazzo dei Trecento, chiamato ad approvare un accordo perfezionato in questi giorni: il Comune cede alla società veneziana la quasi totalità del proprio pacchetto di AerTre (35% sul 37%), consegnando nelle mani di Enrico Marchi, che già detiene il 45% della società di gestione del Canova, i destini dell'aeroporto di Treviso.


Sono queste le indiscrezioni ufficiose di un accordo che sarà illustrato in Commissione bilancio di Ca' Sugana lunedì prossimo. Dopo oltre due anni di trattative, strappi, polemiche e ricuciture, la storia infinita del concambio azionario Save-AerTre arriva al dunque. Se si tratti di un lieto fine o no, dipende dai punti di vista. L'accordo, tramite un fitto lavoro che si è intensificato nell'ultimo mese (e ricco di frizioni e contrasti fino all'ultimo, pare) sotto la regia dell'advisor Roberto Ruozi, approderà in Consiglio mercoledì prossimo, 18 luglio, alla ricerca del via libera definitivo.


Marchi “padrone”.
Enrico Marchi, presidente di Save, sicuramente fa bottino pieno: con una spesa relativamente modesta (si parla di 9-10 milioni di euro, “pagati” in azioni) mette le mani sulla maggioranza assoluta di AerTre (80%), diventando il dominus assoluto dell'asse aeroportuale Venezia-Treviso. Di fatto lo era già, controllando il 55% del Canova fra quote dirette di Save (45%) e la sponda della finanziaria regionale “amica” Veneto Sviluppo. Dopo il concambio, Marchi non avrà bisogno di nessuno: il controllo di AerTre è suo.


Il Comune incassa.
Ca' Sugana, invece, perde ogni potere decisionale sull'aeroporto cittadino, ma riesce a strappare una cifra attorno ai 9 milioni di euro. Affare o Caporetto, quale piatto della bilancia pesa di più? Il 2% di AerTre che rimane nel portafoglio di Gian Paolo Gobbo è poco più che simbolico: sembra, dagli accordi, che Ca' Sugana avrà anche 4 consiglieri nel nuovo Cda del Canova, e potrà nominare anche il presidente. Di fatto, però, è come essere padroni in una stanza chiusa, all'interno di una casa in cui chi comanda sono altri. In cambio, il Comune riceve una fetta di azioni Save del valore di circa 9 milioni. Dal punto di vista economico, un buon affare: è comunque una partecipazione rilevante in una società che macina utili, e per le casse di Fulvio Zugno è una bella iniezione.


L'aumento di capitale.
Mollare la presa su AerTre, per il Comune, era ormai una scelta obbligata, un vicolo cieco in cui Gobbo e soci erano stati costretti a infilarsi da Marchi. Il 20 luglio, infatti, scadono i termini per l'aumento di capitale di AerTre da 10 milioni di euro richiesto da Save. In pratica, i soci (ci sono anche Camera di Commercio, Provincia, Fondazione Cassamarca) sono costretti a mettere denaro di tasca propria per gli investimenti necessari all'aeroporto Canova. Il Comune era di fronte a un bivio: pagare circa 3,7 milioni di euro per difendere la propria quota del 37% (comunque di minoranza), oppure non aprire il portafoglio e vedersi erodere la propria fetta di AerTre. «I tempi dell'economia non sono quelli della politica», aveva detto Marchi, stanco di aspettare e sopportare i tentennamenti di Ca' Sugana. Fra la padella e la brace, il Comune ha trovato una terza via: incassare e andarsene.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso