«Vieni a letto con me», lei lo denuncia
Molestie alla donna delle pulizie, noto concessionario finisce nei guai
Pare quasi una vicenda da film degli anni' 60, quasi si trattasse di uno sketch tra i più celebri di «Signore e Signori», il capolavoro di Pietro Germi sui vizi e gli stereotipi dei trevigiani, tanto attuale quanto «tarato», almeno per quanto riguarda i rapporti lavorativi. Ma la Treviso pruriginosa non è ancora finita nell'oblio. Almeno secondo una vicenda emersa ieri dalle aule del Tribunale di Treviso. Protagonista il titolare di una concessionaria, che andrà a processo per aver molestato e minacciato una sua dipendente, titolare a sua volta di un'impresa di pulizie di Ponzano.
Un ricatto a sfondo sessuale, secondo quanto emerso: telefonate e sms, fotografie e diversi tentativi di approccio, mai ricambiati dalla ragazza. Finché lei, una sudamericana 29enne, non ha più sopportato la situazione, e deciso quindi di denunciare la vicenda alle autorità trevigiane, finita in questi giorni nelle aule del Tribunale di via Verdi.
Una vicenda a sfondo sessuale che si è protratta a lungo: per quasi due anni, tra il 2000 e il 2002, le avances, piuttosto esplicite, non sono mancate. La donna, l'equadoreña L.S., 29 anni, che all'epoca dei fatti era titolare della ditta PuliVeneta di Ponzano, era stata assunta per lavorare all'interno della concessionaria: effettuava lavori di pulizia degli androni, degli uffici e dei locali della concessionaria di proprietà dell'imputato.
Proprio durante gli incontri quotidiani tra i due sarebbe scattata una scintilla: il fascino della sudamericana, donna evidentemente molto attraente, ha contagiato il titolare della concessionaria, che si sarebbe invaghito di lei. Una passione però sfociata subito in attenzioni morbose: l'uomo avrebbe varcato la soglia di confine di un normale rapporto di lavoro. Le telefonate e gli sms sono arrivate e superare la linea di confine, almeno stando a quanto sostiene la donna nel racconto fornito agli inquirenti.
«Se non vieni a letto con me dico al tuo convivente che sei venuta a letto con me» era una delle minacce più velate ricevuta nel corso del biennio. «Mi piaci tutta», «voglio te o un'altra tua amica», sono altre delle frasi che l'uomo avrebbe pronunciato, emerse dalle maglie della vicenda. Le pruriginose proposte imbarazzano e rendono difficile lavoro e vita della sudamericana. Nella storia si inserisce un altro elemento: la passione dell'uomo per le fotografie, tanto che avrebbe chiesto a ripetizione delle immagini osé della donna. «Voglio una tua foto» era la richiesta meno esplicita. Una passione, quindi, diventata quasi un'ossessione: per questo la donna ha deciso di vuotare il sacco, raccontando la propria verità.
Il titolare della concessionaria è ora indagato dalla Procura di Treviso, e le sue «proposte indecenti» rimangono al vaglio del magistrato. Avrebbe dovuto pagare una multa di 45 euro, ma l'uomo ha fatto opposizione al decreto penale, tornerà dunque davanti al giudice il prossimo 19 settembre.
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