Inaugurazione Anno Accademico a Padova, la rettrice Mapelli: «Il sapere accademico unisca i popoli»

Daniela Mapelli inaugura l’804esimo anno accademico dell’Università di Padova: «Quella libertà che sembra irrecuperabile, fra conflitti, stragi e genocidi». Il presidente Stefani annuncia un piano per attrarre talenti: «Dobbiamo rendere il nostro territorio attrattivo»

Rocco Currado
Inaugurazione Anno Accademico Padova
Inaugurazione Anno Accademico Padova

Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e libertà: non parole astratte, ma impegni concreti.

Non enunciazioni solenni, ma responsabilità quotidiane. Daniela Mapelli, rettrice dell’ateneo di Padova, imprime una linea chiara all’804esimo anno accademico durante il momento solenne dell’inaugurazione nell’aula magna del Bo. Cita Italo Calvino, l’ex rettore antifascista Concetto Marchesi, invita l’ambasciatore del Messico Genaro Lozano e fa intervenire la studentessa palestinese Majd Rami Hussein Swidan. Si occupa di mondo, delle tensioni internazionali. Ricorda Giulio Regeni, parla esplicitamente di “genocidi”.

La rettrice 

Ma prima snocciola un po’ di numeri sul suo ateneo: “I numeri sono chiari e lusinghieri: master e corsi di perfezionamento totalizzano, quest’anno, 3655 iscrizioni. Dal 2021, per i master, l’incremento di iscritti è del 71,6%, per i corsi di perfezionamento del 51,4%. Sono in aumento anche i corsi che rilasciano microcredenziali: studentesse e studenti dei corsi di alta formazione sono raddoppiati, mentre, mentre sono 220 le iscrizioni ai corsi di aggiornamento professionale, attivati nel 2025”.

Il cuore del discorso arriva nel passaggio finale, quando Mapelli richiama una “tensione morale” che lega l’università al contesto globale.

La rettrice Daniela Mapelli
La rettrice Daniela Mapelli

Mentre noi siamo qui, per la nostra cerimonia, il mondo fuori brucia, sferzato da inquietanti venti di guerra, umiliato da violazioni del diritto internazionale sempre più frequenti. Le parole di Concetto Marchesi a studentesse e studenti risuonano, mutatis mutandis, così attuali: «aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo».
Giustizia. Pace. E allora vorrei provare a suggerire per la sesta lezione di Calvino, mai portata a termine dallo scrittore, la parola libertà. Quella libertà che è costata la vita, dieci anni fa, a Giulio Regeni: dieci anni passati a ricordarlo e a chiedere, sempre più forte, verità e giustizia per lui. Quella libertà soffocata per troppe, troppe persone al mondo. Quella libertà che sembra irrecuperabile, fra conflitti, stragi e genocidi. Quella libertà scolpita nel nostro motto «Universa universis patavina libertas», che oggi più che mai siamo chiamati a custodire, praticare e difendere dentro e fuori le nostre aule”.

Il presidente Alberto Stefani 

Il presidente della Regione Alberto Stefani: "C'è da dire che bisogna anche avere un approccio contemporaneo sul tema della cosiddetta fuga dei cervelli, e penso che anche un'esperienza internazionale per i giovani sia fondamentale, e credo che in realtà anche le istituzioni locali debbano incentivare delle esperienze internazionali. Quello su cui ci dobbiamo interrogare è piuttosto come il nostro territorio deve diventare attrattivo perché poi queste esperienze internazionali vengano spese in Veneto", dice il presidente del Veneto Alberto Stefani a margine della cerimonia di inaugurazione dell' anno accademico dell'università di Padova.

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"Su questo stiamo lavorando - ha aggiunto Stefani - come primo atto, che ho fatto da presidente della Regione del Veneto, è stato quello di, convocare un tavolo con i rettori delle università pubbliche che stiamo, via via integrando: prima stavamo appunto parlando anche dei risultati che stiamo ottenendo in questi giorni, per stilare un programma condiviso di attrattività dei talenti che presenteremo nei prossimi mesi. Vi assicuro che sarà un piano importante, significativo anche dal punto di vista delle risorse finanziarie e che darà un segnale molto chiaro a questo territorio. La dimensione dell'investimento ve la dwremo in conferenza stampa quando presenteremo il piano. Non ci sarà solo la Regione: stiamo cercando di integrare un sistema importante in modo tale da avere un plafond di risorse importanti, perché solo con i soldi e ovviamente le risorse finanziarie si possono dare delle soluzioni, altrimenti, parliamo di cose che non si possono realizzare".

Le sfide nel nostro tempo 

Il dg Alberto Scuttari pone l’accento sulla questione dei finanziamenti: “Quello che stiamo vivendo oggi, per l'università italiana e per l'Università di Padova, è un tempo in cui non basta più riconoscere i risultati raggiunti. Bisogna capire come renderli solidi. Come renderli durevoli. Negli ultimi anni il sistema universitario ha conosciuto una stagione di crescita importante, sostenuta anche da investimenti straordinari. Proprio per questo, oggi, la questione decisiva non è soltanto misurare quanto siamo riusciti a fare".

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“La domanda cruciale è un'altra: come reggiamo nel tempo questa crescita? Come trasformiamo una fase eccezionale in un equilibrio ordinario, sostenibile, capace di durare? È una domanda resa ancora più urgente da alcuni fattori, che tutti conosciamo. C'è il declino demografico, che nei prossimi anni inciderà sempre di più sugli atenei. C'è la crescita dei costi strutturali: il personale, l'energia, i servizi, gli spazi, le manutenzioni, i costi immobiliari.

E c'è un dato di fondo che non possiamo ignorare: il finanziamento pubblico, pur cresciuto molto negli anni recenti, probabilmente in futuro non riuscirà a coprire con la stessa intensità l'aumento di questi costi.

Budget di Ateneo 

Già oggi, per il nostro Ateneo, il Fondo di finanziamento ordinario vale 414 milioni di euro, mentre i soli costi del personale ammontano a 410 milioni. Per un Ateneo come Padova questa questione è particolarmente rilevante, proprio perché Padova è cresciuta davvero, in termini di personale, di studentesse e studenti, di dimensione complessiva. Oggi siamo una grande comunità: circa 80 mila fra studenti, studentesse, dottorandi, dottorande, persone iscritte alle scuole di specializzazione, quasi 3 mila docenti, ricercatrici e ricercatori, e quasi 3 mila persone fra tecnici, bibliotecari e amministrativi.
Secondo le classifiche internazionali siamo stabilmente collocati nel primo 10 per cento delle università europee.

Il budget dell'Ateneo, in cinque anni, è salito da 580 a 850 milioni di euro, e la nostra capacità di attrarre risorse per la ricerca è cresciuta in modo molto significativo, di oltre il 40 per cento rispetto a dieci anni fa. Da sole, le progettualità PNRR hanno portato all'Ateneo 338 milioni di euro, coinvolgendo oltre 1000 docenti, ricercatrici e ricercatori. Sono risultati importanti. Ma oggi, quando finisce una fase espansiva irripetibile e si guarda al futuro, una grande università pubblica come l'Università di Padova deve chiedersi come fare in modo che le attività che generano sviluppo - la ricerca, l'innovazione, 'internazionalizzazione, la formazione continua, gli investimenti in infrastrutture - contribuiscano anche a sostenere, in modo equilibrato, l'ecosistema che le rende possibili”.

La voce degli studenti 

Dal lato degli studenti, la nuova presidente del Consiglio, Paola Bonomo, porta un intervento critico e diretto: «Le nostre paure ci rendono simili», afferma, denunciando una frattura tra il futuro promesso e il presente vissuto. Poi mostra la sua tessera elettorale: “Con il referendum abbiamo visto quanto contiamo. Ma non siamo comparsi all’improvviso. Troppo spesso avete scelto di non vedersi”. Si rivolge quindi al governo Meloni, ricordando che “la democrazia non è obbedienza, ma partecipazione”.

L'intervento dell'ambasciatore del Messico in Italia
L'intervento dell'ambasciatore del Messico in Italia

Tra i momenti più significativi, l’intervento dell’ambasciatore Lozano, che richiama il ruolo sociale dell’università: “Non possiamo definirci universitari se non ci sentiamo interpellati dalle cause sociali, dalla libertà, dalla difesa dei diritti di tutte le persone e della dignità umana, ma anche dalla tutela di tutti gli esseri viventi di questo meraviglioso pianeta che chiamiamo casa e che è costantemente minacciato”.

Toccante la testimonianza della studentessa borsista del progetto Italian Universities for Palestinian Students - Iupals, Majd Rami Hussein Swidan: “Vengo dalla Palestina, dove la guerra ha profondamente segnato la vita di molti studenti.
Le università sono state chiuse, i campus danneggiati e migliaia di giovani hanno visto il loro percorso di studi improvvisamente interrotto. Molti studenti di talento oggi non sono in grado di proseguire gli studi, non per mancanza di motivazione o capacità, ma perché le circostanze hanno precluso loro questa opportunità”.

La prolusione è affidata ad Alessandra Biffi, professoressa di Pediatria del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, che tiene una lezione su "Terapie cellulari e geniche: il nuovo alfabeto della cura che stiamo imparando a scrivere".

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