Santinello: «I piccoli tribunali non funzionano e manderanno in crisi quelli grandi»
La presidente del Palazzo di Giustizia di Padova Caterina Santinello: «Con Bassano gravi problemi di organico». E sulla giustizia di prossimità: «I corridoi del Civile sono deserti. Dopo il Covid è tutto telematico»

Il tribunale di Padova, insieme a quelli di Treviso e di Vicenza, sarà direttamente interessato dalla riapertura di Bassano. E questo perché il disegno di legge del Governo che istituisce il presidio vicentino, gli assegna anche un territorio di competenza sottratto ad altri bacini. Più precisamente Padova perderà la competenza giudiziaria su 11 Comuni, quelli dell’Alta. La prospettiva bassanese preoccupa la presidente del tribunale di Padova, Caterina Santinello.

Presidente Santinello, la sua opinione sulla riorganizzazione.
«È un’opinione negativa perché i piccoli tribunali non possono funzionare, come abbiamo avuto modo di sperimentare. La gestione dei posti vacanti è già difficile in tribunali medi come Padova. Faccio un esempio: abbiamo una sezione penale che non è mai stata a organico pieno e probabilmente mai lo sarà. Non si riesce a farla funzionare come da progetto tabellare per diverse situazioni che interessano il personale».
È una scopertura che dura nel tempo?
«La situazione a pieno organico non c’è mai stata. Può succedere che per un certo periodo si stia un po’ meglio, ma non dura. Perché, appunto, ci sono spostamenti e assenze per ragioni varie di cui occorre tenere conto. E poi ci sono le scoperture nel Civile».
E quindi nei tribunali piccoli va anche peggio?
«In quelli piccoli è ancora più difficile. Io sono stata 5 anni ad Alessandria, che aveva 29 giudici. Era estremamente complesso, un continuo fare variazioni tabellari per coprire i buchi. È ovvio che in meno si è e più difficile diventa gestire le scoperture. E ancora: meno si è e più ne risente la specializzazione perché i giudici sono costretti a seguire più tipi di controversie».
Perché è così importante la specializzazione?
«Al giorno d’oggi sono i principi di specializzazione che si deve cercare di privilegiare. I cittadini ne guadagnano perché hanno giudici specializzati che, in quanto tali, ci mettono meno a decidere le controversie rispetto a magistrati che ogni giorno devono affrontare argomenti diversi, se non addirittura passare da un settore all’altro».
Questo per i giudici. E per il personale amministrativo?
«A Padova siamo al 40 per cento della scopertura: io una situazione del genere non l’ho mai avuta. Un disastro. È evidente che se mancano i giudici e i cancellieri, i processi non si fanno».
Non ci sono i concorsi o non è appetibile lavorare in un tribunale?
«C’è stata una migrazione verso altre amministrazioni, Inps e Agenzie delle Entrate, dove si guadagna di più e dove ci sono migliori prospettive di carriera. Abbiamo perso molti tra i funzionari migliori e non sono stati rimpiazzati. Ripeto: una situazione del genere, da quando sono presidente, non l’ho mai avuta, siamo ai minimi termini in tutti i servizi. Figurarsi cosa succede se i tribunali sono più piccoli».
Il ddl prevede che anche i tribunali di Padova, Treviso e Vicenza diano personale a Bassano.
«Se prenderanno il personale da altri uffici che già si trovano in situazione di estrema carenza, non funzionerà. Non funzionerà Bassano e funzioneremo peggio anche noi. Si finirà per bloccare tutto».
Il Governo punta ad avvicinare la Giustizia ai cittadini.
«Al Civile, terzo piano, abbiamo i corridoi vuoti, nessuno viene più in tribunale perché è tutto telematico. E anche le imprese fanno tantissimo online. Il Covid ha introdotto questo sistema. Nel Penale è un po’ diverso, ma anche lì siamo all’avvio del telematico».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








