Ticket a Venezia anche ai veneti, Brugnaro boccia l’idea di Venturini: «Non devono pagare»
Il sindaco “corregge” la proposta del candidato del centrodestra: «A chi vive nella regione può essere solo chiesto di prenotare la visita. Un giorno ci saranno i tornelli e con una scheda si apriranno i varchi»

«No, i veneti non devono pagare, non mi sembra un bel segnale. Devono invece prenotarsi, è il minimo della pena: questa la mia idea, così consenti al comune di organizzare i servizi. Io non sono Venturini, lui ha proposto una carta servizi, ma non dev’essere a 35 euro: dev’essere molto, molto più alta. Solo il museo costa 35». E allora cinquanta, sessanta euro o più per mettere piede nel gioiello Venezia.
Alza l’asticella il sindaco Luigi Brugnaro, a margine della conferenza sul Salone Nautico e a due mesi dalla fine del mandato. La linea, condivisa con Luca Zaia, non si tocca: i veneti fuori dal conto. Almeno per ora. «Forse tra vent’anni…io sono di Mogliano e pagherò anch’io, ma magari in futuro. Ora servono regole più stringenti, non possiamo continuare a fare gli archi per sempre». Tradotto: i tornelli. «Un domani si passerà con la schedina e i tornelli: fai bip e ‘se verxe’. Il cittadino entrerà, uscirà, avanti e indietro. Intanto io lascio una città che ha avuto il coraggio di sperimentare una cosa che a livello mondiale non ha fatto nessuno».
E poi far capire lo scopo del ticket: «Non è una misura per fare cassa, anche se io, dove tocco, guadagno sempre: non faccio cose in perdita che poi ricadono sui cittadini. Qui i cittadini devono stare tranquilli, in tasca non li tocchiamo. L’obiettivo non è fare milioni, ma far capire che la città è delicata».
La previsione nel 2026 è fare 5,9 milioni: tolte le spese «rimarranno 1,3 milioni per abbassare la tassa sui rifiuti ai veneziani» ha detto l’assessore Zuin. Un confronto che prosegue su tornelli sì o no (da abbinare al ticket, per gestire le resse in centro storico), veneti dentro o fuori con l’ipotesi Venturini «non è un tabù, ci confronteremo» e la sponda di Fratelli d’Italia con il commissario Fabio Raschillà: «coinvolgere i veneti è un’opportunità, ma il sistema va ripensato come carta servizi».
Temi su cui interviene anche il candidato sindaco di Prima il Veneto, Pierangelo Del Zotto: «Il pedaggio dinamico per l’accesso a Venezia si sta rivelando un fallimento su tutta la linea, come ormai confermano gli esperti, ma c'è un mistero su cui l'amministrazione continua a tacere: la clamorosa sparizione dei tornelli fisici. Nell'agosto del 2021, la giunta aveva annunciato in pompa magna l'installazione di tornelli hi-tech per regolare gli accessi a partire dall'estate del 2022: prove terminate, ora dove sono finiti?».
Insiste sulla soglia di carico Andreina Zitelli di Ambiente Venezia: «Fino a che non viene fissato un numero limite giornaliero di accesso, il ticket rimane una gabella applicata in modo ingannevole. Se non è accompagnata al numero limite, la misura tradisce lo scopo dichiarato cioè di “controllare i flussi”»
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