Sul volo privato, ma senza pagarci l’Iva: scoperta frode al fisco all’aeroporto di Treviso
Nel corso di 340 voli aerotaxi, sono transitati 1.202 passeggeri attraverso lo scalo trevigiano, ma l'imposta dovuta non è stata versata

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso, nel corso delle loro attività di vigilanza doganale e antifrode all'aeroporto "Antonio Canova" di Treviso, hanno scoperto che 90 vettori aerei non hanno versato l'imposta erariale dovuta per i voli aerotaxi nell'anno 2022. Questa omissione ha causato un danno all'Erario stimato in 133.990 euro.
L'attenzione investigativa si è concentrata su una particolare "nicchia" del trasporto aereo, ovvero i voli non di linea. Questi voli sono effettuati con aerei noleggiati da società, con pochi posti a sedere, spesso utilizzati per garantire maggiore comfort e risparmiare tempo, evitando le solite code agli imbarchi e al ritiro bagagli.
Nel corso di 340 voli aerotaxi, sono transitati 1.202 passeggeri attraverso lo scalo trevigiano, ma l'imposta dovuta non è stata versata.
L'imposta è di 100 euro per le tratte inferiori a 1.500 km e 200 euro per quelle superiori. Questa somma deve essere corrisposta da ogni passeggero direttamente al vettore, che a sua volta è tenuto a versarla allo Stato.
Gli operatori coinvolti in questa omissione sono di origine straniera, provenienti da diversi paesi europei, americani e canadesi.
Le Fiamme Gialle del Gruppo di Treviso hanno individuato i passeggeri "fantasma" attraverso l'analisi delle dichiarazioni delle società di handling e l'incrocio dei dati con i versamenti effettuati presso la Ragioneria dello Stato.
Le compagnie aeree che hanno omesso di versare l'imposta erariale per offrire prezzi più competitivi ora saranno soggette non solo a pagare l'imposta evasa, ma anche a sanzioni ammontanti a circa 40 mila euro, pari al 30% delle somme evase.
Questa operazione segue un'analoga attività ispettiva conclusa nel dicembre 2022, durante la quale erano stati individuati 72 vettori aerei responsabili di un ammanco alle casse dello Stato di 133.500 euro nel quinquennio 2017-2021, omettendo il versamento dell'imposta erariale dovuta per il transito di 1.244 passeggeri attraverso lo scalo aeroportuale "A. Canova".
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