Scomparso il papà algerino di Samir
VILLORBA. «Per riportare il piccolo Samir in Italia serve la determinazione della sua mamma, che non deve temere di percorrere alcuna strada, nemmeno quella della conversione all'Islam, per ottenere l'affidamento di Samir in Algeria».
A parlare è Bruno Poli, consulente per il ministero degli Affari Sociali e specialista nella ricerca di minori sottratti da un genitore. Da Villorba arriva un nuovo appello perché il piccolo possa tornare a casa. Intanto un immigrato si è offerto come mediatore nella vicenda. Il caso di Samir, italo-algerino di due anni e mezzo, ha commosso la Marca e non solo. E' dal 30 luglio scorso, al termine di una vacanza in Algeria, Paese d'origine del padre del bambino, che Samir è stato strappato dalle braccia della mamma, Angela M., 27 anni. Il piccolo è stato trattenuto a forza dai parenti paterni perché possa essere allevato da buon musulmano, imparando l'arabo ed i precetti dell'Islam.
La richiesta di aiuto lanciata ieri dalle colonne della tribuna da Giulia Cappello, la nonna di Samir che abita a Villorba, non è rimasta inascoltata. Un cittadino extracomunitario si è offerto come intermediario per far sì che Samir possa presto abbracciare nuovamente mamma Angela. Ma Bruno Poli, consulente del Ministro degli Affari Sociali e della Presidenza del Consiglio e fondatore del sito www.bambinirubati.org, che ha fatto della ricerca di minori scomparsi il proprio lavoro, invita a procedere con la massima cautela, in accordo anzitutto con il Ministero degli Esteri. «L'Algeria è uno tra i Paesi in cui vige la sharia (la legge islamica) e dunque non è stata ratificata la convenzione sulla sottrazione dei minori. Per questo non potrà mai essere celebrato un processo ai danni del padre del bambino cosicché la mamma possa ottenere il rimpatrio del piccolo - spiega Poli - Per riportare Samir a casa ci sono diverse strade da percorrere, anzitutto in collaborazione con l'ambasciata italiana ad Algeri e con la Farnesina».
Quali sono allora secondo Poli, che nel 1987 ha vissuto sulla sua pelle il dramma della sottrazione della figlia da parte della moglie danese, le possibilità perché Samir torni tra le braccia della sua mamma? «L'importante è non scoraggiarsi mai. La mamma del bambino, in questo caso, gioca un ruolo fondamentale. Deve essere forte e determinata a riavere il suo piccolo, non deve temere niente, nemmeno di convertirsi all'Islam, pur di ottenere credibilità agli occhi degli algerini - precisa ancora Poli - Se la mamma di Samir si dicesse musulmana e trovasse un lavoro in Algeria, sarebbe possibile per lei ottenere intanto l'affidamento del figlio in quel Paese». Per riportare Samir in Italia esiste anche un'altra strada, su cui però Poli rimane vago. La mamma potrebbe infatti prendere di nascosto il piccolo dai familiari di Fusi, rifugiandosi poi assieme al figlio tra le mura sicure dell'ambasciata italiana ad Algeri.
Una strategia, questa, più volte percorsa con successo da altri genitori. Ieri intanto la mamma e la nonna di Samir hanno preso nuovamente contatti con la Farnesina ed hanno spedito in ambasciata la denuncia per sottrazione di minore presentata giovedì a carico del padre di Samir. Per la legge italiana, l'uomo potrebbe essere processato anche per abbandono di minore e mancata osservanza degli obblighi coniugali. Da qualche giorno dopo il rientro in Italia, tuttavia, Fusi è irreperibile. Fondamentale a questo punto sarà affidarsi ad un avvocato, come consigliato dal Ministero degli Esteri. Mamma Angela, però, è stata licenziata il mese scorso dal negozio di telefonia dove lavorava proprio perché non ha atteso l'ok da parte della direzione per prendersi le ferie e partire verso l'Algeria per raggiungere marito e figlio.
Al dramma per l'assenza del bambino si sommano ora le difficoltà a sostenere la spesa per un legale. Intanto ieri ha bussato alla porta di mamma Angela un immigrato che si è offerto come intermediario tra le due famiglie. La famiglia comprensibilmente protegge l'identità di questa persona, si sa che è un musulmano, probabilmente un connazionale di Fusi. La nonna di Samir, Giulia Cappello, non si stanca di chiedere un gesto di pietà al padre di suo nipote. «Lancio un appello a Fusi perché si metta in contatto con i suoi parenti in Algeria: da diversi giorni Angela non parla al telefono con Samir - chiarisce la nonna - In questo modo negano l'amore della mamma al suo bambino. Un piccolo di 2 anni non sa proteggersi dal dolore».
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