Reportage del settimanale "Oggi" Treviso capitale della seduzione
Il settimanale "Oggi" dedica un lungo reportage (quattro pagine ricche di foto) a Treviso capitale della seduzione. Ma è davvero così o si tratta di un vecchio luogo comune? Il dibattito è aperto.

NOTTE BIANCA TREVISO SOTTO LE STELLE DUEMILASETTE CITTA'. in foto la ressa in piazza dei Signori
Dopo aver scoperto, dai giornali nazionali, che Treviso è la «città dei bambini» (cui viene anche impedito di giocare in Corte S. Parisio) e la «città con le migliori condizioni di vita degli immigrati» (segate loro le panchine di via Roma, li si voleva vestire «da leprotti per fare esercitare i cacciatori»), nel numero di questa settimana di «Oggi» diventa «La città della seduzione». Il «settimanale della famiglia italiana», con profusione di foto «costruite», in base a una non meglio identificata «recente indagine», indica in Treviso una specie di Bengodi della «favola amorosa». Foto di quattro ragazze che passeggiano ai Buranelli sotto gli sguardi ammiccanti di tre giovanottoni; foto di un lui che tende la mano a una lei (gli stessi dello scatto ai Buranelli) seduta sulla pietra del mulino della Pescheria; foto di lei accanto alla riproduzione della Fontana delle Tette, foto di lui che imbocca di tiramisù lei su un tavolino del «Va’ Pensiero». E, girando pagina, c’è anche l’esotismo di «Soraya» Cinzia Bonato e delle sue danzatrici del ventre, in riva al Sile, a garanzia della «capitale della seduzione». In una terra in cui fioriscono le partite Iva, i suv e le banche, e da cui gli industriali e gli artigiani partono, diretti ad Est o in Sudamerica, per delocalizzare aziende e aprire... famiglie alternative, in seconda e addiritura terza battuta, la seduzione è un’occupazione così diffusa e raffinata? «Se è vero - dice una barista del centro - non mi sono mai accorta di nulla. Dove sono tutti questi seduttori? Dategli il mio biglietto da visita, non si sa mai. Qui non si batte chiodo. Sì, qualcuna fa sesso, ma solo con “quelli giusti”. E non sono i più seduttivi, ma quelli che hanno i simboli del denaro e del successo. A quanto mi risulta, presentarsi con il Porsche davanti a un negozio per caricare e “farsi” la commessa non è seduzione, ma un’altra cosa». Eccole tornare in campo, dunqe, le partite Iva, i schei. Corteggiamenti? Sentita con i nostri orecchi davanti a un asilo, da un giovane papà che ci provava con la... madre dei figli di un altro: «Modestamente gò un sitòn». Alla richiesta di chiarimenti, il nostro ha spiegato di avere un «mega sito internet», simbolo di potere e successo. La signora ha declinato. Basta un passaggio in piazza e nelle pizzerie del centro per vedere, in quella che per il settimanale è la città delle «lezioni di acchiappo estivo», gruppetti di sole ragazze che passeggiano e cenano, mentre da un’altra parte c’è un gruppetto di coetanei altrettanto soli che discutono di moto, web, suv e schei più o meno reali. A rinforzo della tesi della città della seduzione, naturalmente, l’articolo richiama la favola del «castello d’amore», riesuma il fatto che Boccaccio chiamava «danza trevigiana» l’atto sessuale, ricorda che i veneziani mettevano qui, in terraferma, le loro concubine e, a più riprese, ripesca il fantasma di Pietro Germi e di «Signore e Signori». Il presente? Forse è altra cosa, anche se ogni tanto rispunta il boccaccesco e il rocambolesco, come in altre città di provincia: l’avvocata che... dimentica in tribunale - forse non a caso e per un occulto interesse - l’agenda dei suoi uomini con tanto di voti; la dodicenne che vende gli autoscatti ai compagni di scuola (che seduzione è?) e perfino la sindaca di Scorzè («ma trevigiana») che ha scritto il romanzo erotico. L’articolo dice anche che «a Treviso c’è un’atmosfera pervasa di eros» e «gli alberghi sono pieni di specchi, perfino sul soffitto». Particolare inedito. Sarà vero? «Forse qualche residuato degli Anni Sessanta-Settanta - dice il presidente degli albergatori, Gianni Garatti - Ma per quel che ne so io, questa degli specchi è inventata».
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