Date, liste e candidature: tutte le regole per le Regionali in Veneto

La data per il voto che appare più probabile è quella del 23 novembre. Tutto quello che c’è da sapere

Rocco Currado

Di certo non si andrà a votare in bermuda. La data per le regionali che appare ora più probabile è quella del 23 novembre, l’ultima disponibile, come stabilito dal Consiglio di Stato. Non era mai accaduto un voto ad autunno inoltrato. Ma non c’è nulla di certo.

Intanto, se il centrosinistra ha individuato un candidato presidente e sta ultimando le liste a suo sostegno, il centrodestra non ha ancora sciolto le riserve. Addirittura da qualche giorno c’è l’ipotesi per cui il voto nelle Marche – il 28 e il 29 settembre – avrebbe un peso sulla scelta del candidato veneto: secondo alcuni rumors, la premier Giorgia Meloni sarebbe intenzionata ad aspettare l’esito marchigiano per decidere se lasciare Palazzo Balbi alla Lega o piantare la sua bandierina.

Un’ipotesi che non trova conferme tra i Fratelli veneti: «Non mi risulta» afferma Raffaele Speranzon, uno dei colonnelli del partito. «Siamo fiduciosi del risultato nelle Marche» aggiunge il senatore veneziano, molto vicino alla premier «ma quella del Veneto è una partita a sé, dove abbiamo sempre ribadito che il nostro obiettivo è fare la miglior scelta possibile, a prescindere dalla casacca».

Non si scompone nemmeno Forza Italia: «Ho sempre detto che la decisione spetta a Giorgia Meloni» fa notare il coordinatore azzurro Flavio Tosi, aggiungendo: «Anche se si aspettasse il voto nelle Marche, in Veneto il centrodestra unito vince».

Ma ci sono tempi e modalità da rispettare nella convocazione delle elezioni e nella presentazione delle liste che, come sottolinea Sandro De Nardi, docente di diritto costituzionale all’Università di Padova, «sono regolati sia da leggi statali che regionali». E sui quali è bene fare un po’ di chiarezza.

«Secondo la legge regionale veneta il decreto di indizione di elezioni» spiega il professore «deve essere pubblicato nel Bollettino ufficiale almeno cinquanta giorni prima di quello in cui si va a votare». Tradotto: entro il 3 ottobre.

«Mentre la presentazione delle liste di candidati alla carica di consigliere regionale e delle candidature a presidente della giunta», nota De Nardi, «va fatta dalle ore 8 alle 20 del 30esimo giorno e dalle ore 8 alle ore 12 del 29mo giorno antecedente la votazione».

Inoltre, le liste per l’elezione dei consiglieri devono essere sottoscritte da almeno 750 e non più di 1.100 elettori nelle circoscrizioni fino a 100 mila abitanti; da almeno mille a non più di 1.500 nelle circoscrizioni con popolazione compresa tra 100 mila e 500 mila abitanti; da almeno 1.750 a non più di 2.500 nelle circoscrizioni con popolazione compresa tra 500 mila e un milione di abitanti; da almeno 2 mila a non più di 3 mila nelle circoscrizioni più grandi.

Una regola che non vale, spiega De Nardi, «per le liste espresse da gruppi già presenti in Consiglio e quelle che abbiano ottenuto una dichiarazione di collegamento con gruppi presenti in Consiglio da almeno il 365esimo giorno antecedente la data di convocazione dei comizi».

Mentre la candidatura del presidente della giunta dev’essere presentata alla cancelleria della Corte d’appello accompagnata dalla dichiarazione di collegamento con almeno un gruppo di liste presentate in non meno di 4 circoscrizioni, l’indicazione di due delegati autorizzati alla presentazione della candidatura e a designare i rappresentanti del candidato nei seggi e all’Ufficio centrale regionale. Tale candidatura dev’essere sottoscritta da almeno 3.500 e da non più di 5.000 elettori.

«È esonerata dalla sottoscrizione» osserva il docente di Unipd «la candidatura collegata alle liste a loro volta esonerate sulla base dei criteri sopraindicati». Non resta che attendere. 

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